I segreti del Trading Intraday con l’oro

Pubblicato da Roberto Ricci il: 30 Dicembre 2014 - Aggiornato il: 12 Febbraio 2019

Se teniamo sotto d’occhio le quotazioni del gold ci rendiamo conto di un’importante evidenza. Non sembra ma anche l’oro, a livello intra-day è caratterizzato da una volatilità non indifferente, un po’ complice la pressione sul mercato dei cambi data dalla sua rilevanza istituzionale, un po’ l’interesse per tale commodity di fronte alle recenti dinamiche di mercato.

A quanto sembra, tale commodity si preannuncia particolarmente “bollente” per il trading del 2015. Cerchiamo di prepararci alle appropriate strategie da adoperare in futuro.

Alcuni esempi di approccio di trading sul gold

Nuovi minimi anche per il gold, non solo per il greggio, comunque lo si voglia intendere (sia Brent che Wti). Ma ciò non ci rende meno interessante il trading che è ispirato ad ottiche del “valore” differenti da quelle a cui erano abituati gli investitori tradizionali. Quello che conta è saper cogliere ogni movimento, anticipandolo (stile tecnico) oppure seguendolo. Quest’ultima tecnica, nota come “trend following” viene preferita da tutti quei traders che vogliono fare trading intraday, cercando di seguire l’onda, e senza soffermarsi sulla robustezza delle previsioni di natura tecnica.

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Vediamo un esempio di come l’oro sta dando segni di grande vitalità sul mercato. Queste sono le quotazioni, riferite all’oro, rispetto al dollaro Usa, la valuta utilizzata per eccellenza nel mercato delle materie prime.

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Il rally dell’oro si muove in sintonia con l’apprezzamento/deprezzamento del dollaro Usa, rispetto alle altre valute nel corso del forex. Quindi mettiamo in combinazione il corrispondente grafico di trading in termini di forex.

Nel grafico sottostante ci viene illustrata la dinamica della coppia eurodollaro:

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Prendiamo come esempio di riferimento il tratto comune tra le due dinamiche real time (Gold/Usd; Eurodollaro), ovvero l’intervallo di variazione compreso tra le 17:30 e le 17:50. Cosa succede approssimativamente al dollaro Usa in questo breve istante temporale? Tende a deprezzarsi, sino a raggiungere quota 1,2175 dollari. Ciò vuol dire che in quell’istante di tempo ci vogliono più dollari Usa per ottenere un’unità di euro. Dopo che l’euro ha risalito la china, a livello intraday, il passo al round successivo è brevissimo. Già 10 minuti dopo ci si riconduce nuovamente sulla trend line, a valori inferiori del cambio a 1,2170 dollari. Variazioni di pips di rilievo che da sempre caratterizzano la coppia forex eurodollaro come una delle più volatili del mercato dei cambi.

Quando il dollaro si deprezza, a livello intraday, come si muove il gold per converso? Lo vedete stesso sopra: è correlato negativamente con il dollaro Usa. Quindi, le quotazioni del gold in quel frangente aumentano perché ci vogliono più dollari Usa a parità di oncia di oro.

Questi sono dettagli interessanti che ci rendono più interessante la vita del Trading Intraday che, in realtà, è fatta di pochissima teoria e molta pratica.

Ragionamento simmetricamente parallelo lo possiamo fare spostando in avanti l’orizzonte di investimento ed andando ad analizzare la dinamica intraday del gold rispetto all’Euro. Come potete vedere, nel grafico sottostante, il grafico non cambia. Le quotazioni del gold aumentano in quel frangente perché il dollaro si è tornato a ri-apprezzare nei confronti dell’Euro che si è deprezzato in termini relativi.

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A questo punto, avrete capito come i segreti del trading intraday sul gold siano questione di un po’ di furbizia da “volpone” del trading: sfruttare le correlazione ha sempre rappresentato un’arma micidiale per riuscire a piazzare più trade vincenti in serie.

Ma quali sono i fattori che, in generale, incidono sul gold

Sono tempi pessimisti per l’oro nell’ottica di medio/lunga, dato che un po’ tutti pronosticano pesanti ribassi del gold per l’influenza combinata di questi fattori:

  • l’apprezzamento del biglietto verde, sostenuto anche dal rialzo dei tassi che è avvertito come imminente dal pubblico degli investitori.
  • il deprezzamento delle altre divise, sul fronte della propensione dei vari Stati a ri-aprire i rubinetti della moneta ed a gettare, seppure con qualche giusta cautela per quanto concerne il debito pubblico, denaro nell’economia per cercare di arginare, il più possibile, l’imperante deflazione e recessione. Dall’Europa all’Oriente, nessuno più fa eccezione.
  • la necessità da parte della Russia di ricorrere alle sue massive riserve auree per cercare di sostenere il rublo, nell’attesa di nuove alternative all’impianto dell’economia monetaria internazionale che lega l’Ex Unione Sovietica ad altre economie, distaccandosi gradualmente dai paesi satellite che stanno quasi cedendo lo scettro all’Europa. Freddi e tesi i rapporti della potenza moscovita sia con l’Europa che con gli Usa anche se il grande Putin, addestrato da anni di dura educazione alla vita di regime sa sempre conquistare con calma la scena diventando per chi lo osserva un personaggio carismatico e popolare, come cerca tra l’altro di fare ogni politico, affinché lo Stato sia di nuovo credibile nel contesto dei rapporti internazionali
  • la tendenza delle materie prime a pareggiare i costi marginali, in quella contesa esplosiva che non accenna ancora ad arrestarsi e che riguarda tutte le principali commodities, anche se siamo abituati a vedere sempre il petrolio come l’enorme ed indiscusso protagonista

I pronostici “tori” o rialzisti, pertanto, non dominano la scena e solo due sono le incognite che dovremo tenere conto all’apertura del nuovo anno:

  • il risveglio della domanda da parte dell’India che sta beneficiando del calo delle quotazioni del greggio, certamente più di altri paesi che si reggono sul commercio del greggio. L’India, a differenza dei paesi dell’Arabia Saudita, della Russia e del Venezuela, invece, importa.
  • il pareggiamento del prezzo del costo per unità di produzione aggiuntiva, detto anche, gergo economico, costo marginale. Vi ricordate cosa è concettualmente il costo marginale? Cercate di non confonderlo con il costo medio, dato che quest’ultimo si ottiene rapportando il costo complessivo al volume totale di produzione ed indica quanto ci è costata ogni impiego di produzione. Per converso, il costo marginale ci indica quanto ci costa, al margine, ogni nuova unità di produzione. Quando il prezzo lo eguaglia siamo arrivati al culmine dell’economicità, quella alla quale un’ulteriore discesa dei prezzi fa fermare gli impianti di estrazione perché conviene aspettare tempi migliori e di risalita delle quotazioni. E’ ciò che ci si aspetta accadrà prima o poi con il petrolio.

Capirete come fare trading comporta certamente dei rischi che bisogna valutare bene ma è assai eccitante perché ci conduce a fare dei ragionamenti sul giro di vite che coinvolge l’economia e le reti che fanno economia.

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