Previsioni Bitcoin: toccherà quota $100.000 e arriveranno gli ETF?

Pubblicato da TommasoP il: 26 febbraio 2018

Quante volte abbiamo parlato di previsioni sulle criptovalute.

Allo stesso tempo molto spesso abbiamo detto che si tratta di un ottimo asset e che conviene investire su di esso. À

Non solo Bitcoin, ma anche Litecoin, Rippel, Ethereum, ecc.

Tutti asset che anche se molto volatili sono considerati come degli ottimi investimenti.

Oggi invece cercheremo i fare un po’ di più rispetto a quello che altre volte abbiamo fatto.

Si tratta di analizzare quello che in molti sanno affermando da diverso tempo: un Bitcoin sopra i 90.000 dollari.

Ma secondo te, sarà possibile tutto questo? Vediamo insieme.

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Previsioni Bitcoin di Dave Chapman

bitcoin previsioni Dave Chapman

Dave Chapman

Secondo te questa volta Dave Chapman ci avrà visto giusto?

Considera che Dave Chapman è un trader di Hong Kong che nell’agosto dello scorso anno aveva predetto che il Bitcoin avrebbe toccato i $ 10.000 entro la fine dell’anno.

Una previsione super azzeccata se facciamo riferimento allo scorso anno. Infatti sappiamo bene che nel dicembre 2017 i Bitcoin hanno toccato non solo i 10.000 dollari, ma hanno sforato quasi i 20.000 dollari.

Quindi possiamo affermare con tutta franchezza che la previsione è stata esatta.

Oggi invece egli sostiene che entro la fine del 2018 il Bitcoin potrebbe raggiungere i $100.000.

Allo stesso tempo sostiene che breve arriveranno gli ETF sul Bitcoin.

Ma davvero una tale previsione si potrebbe verificare? Se questo fosse vero? Come possiamo investire e per guadagnare e sfruttare il momento?

Di questo e di tanto altro ti parleremo nel corso di questo approfondimento considerando anche le analisi condotte dagli analisti e dalla Borsa di New York.

Vuoi conoscere tutti gli approfondimenti sul trading Bitcoin? allora non perderti le nostre guide:

Bitcoin: record a 5 cifre entro la fine del 2017. Verificato

previsioni bitcoin

Bitcoin record

Dave Chapman, il direttore della Octagon Strategy, ovvero di una società di trading in criptovalute sita a Hong Kong, analizza che i Bitcoin sono destinati a raggiungere record senza precedenti.

Facciamo un passo indietro. Quando i Bitcoin erano a quota 4000 dollari, molti analisti sono stati pronti a farsi beffe della sua previsione.

Nell’agosto del 2017 invece egli affermo che i Bitcoin avrebbero raggiunto una quotazione da capogiro.

In pratica si trattava di numeri a 5 cifre che si doveva raggiungere entro la fine dell’anno.

Allo stesso tempo, in molti lo considerarono come un pazzo. In molti lo derisero e in pochi gli diedero retta.

Oggi quei pochi lo hanno ringraziato.

Premesso questo, fu sempre lui il 28 novembre 2017 a criticare gli scettici che invece si sono dovuti ricredere.

Infatti il Bitcoin non solo ha raggiunto i $10.000, ma ha anche continuato il rally vertiginoso che lo portò a raggiungere i $19.000 a metà dicembre.

Allo stesso tempo, il Bitcoin riprese a scendere per chiudere l’anno a $14.200.

Da allora stiamo assistendo ad una alternanza di alti e bassi, ma mai del calibro (almeno fino a questo momento) del calibro dello scorso anno.

Da allora fino ad oggi possiamo vedere che sono stati in tanti i trader e gli investitori che presi dalla frenesia di questo ribasso hanno venduto.

Tutto il 2017 per altro è stato segnato da forti speculazioni.

Anche Chapman oggi crede che il mercato sia estremamente “caldo”.

Il Bitcoin in pratica è nato certamente non per essere un asset speculato, ma per permettere a tutti un trasferimento di valore che dovrebbe avvenire tra da un individuo ed un altro che si trova da una parte del continente sconosciuta all’altro.

In pratica in questo modo, si potrebbe avere scambio di valuta senza la necessità di individuare un nuovo intermediario.

Ecco il valore del Bitcoin e il perché esso è nato.

Se infatti ti fermi per un attimo ad analizzare il Bitcoin come anche il suo impatto sulla finanza, non è possibile pensare che la criptovaluta potrebbe avere un impatto di proporzioni inimmaginabili sul mondo della finanza come lo conosciamo.

Chapman allo stesso tempo, conferma che la crescita delle “altcoin” a cui stiamo assistendo oggi è un segno tangibile che le monete digitali stanno diventando sempre più popolari.

Aggiunge anche che i Bitcoin possono raggiungere i $100.000 entro la fine del 2018.

Di questo non ci si deve per nulla stupire.

Chapman avverte anche che la tecnologia dietro Bitcoin e le sue potenzialità non devono essere trascurate in favore solo e soltanto della pura speculazione. Queste le sue parole:

Per me il prezzo è forse la parte meno interessante di Bitcoin.

Sono più interessato ai modi di applicazione, e a cosa questi vogliano dire per le persone che non hanno accesso all’inclusione finanziaria. Se ci concentriamo sul prezzo, ci perdiamo degli aspetti davvero importanti.

Bitcoin a 100.000 dollari entro la fine del 2018?

bitcoin previsioni

Bitcoin a 100.000 dollari entro la fine del 2018?

Lo si spera ma troppi fattori in gioco per sbilanciarsi

Anche se potrebbe essere una soluzione appetibile per tanti investitori, oggi non possiamo sbilanciarci tanto.

Possiamo solo dire che sulla carta il Bitcoin è arrivato a moltiplicare il suo valore di oltre 20 volte da da febbraio 2017 ad oggi.

Per altro la sua quotazione rapportata al dollaro BTC/USD era a 922 dollari nel Febbraio, mentre a dicembre 2017 si ebbe un BTC/USD che stava per sfiorare i 20.000 dollari.

Da qui le diverse analisi. Vi è chi parla di speculazione chi di bolla, chi di reale investimento.

Quello che a noi interessa è capire se davvero il Bitcoin arriverà ai fatidici 100.000 dollari entro il 2018.

Per far questo dobbiamo però considerare alcuni fattori molto importanti per il destino del prezzo del Bitcoin.

Bitcoin come valuta o Bitcoin per speculare?

Il primo passo è comprendere la differenza che intercorre tra le intenzioni dei trader.

Questo vuol dire che il Bitcoin è stato probabilmente il più grande strumento speculativo del 2017.

Lo si vede non solo per le sue performance proprie ma anche per il potente traino sia a livello psicologico sia anche a livello finanziario dell’intero settore delle criptovalute.

Infatti, se da un lato è considerato la punta di diamante della speculazione, dall’altro non possiamo non considerare il progetto reale per il quale esso è nato.

In pratica il Bitcoin è nato con lo scopo di essere un pagamento innovativo.

Da qui ne derivano però alcuni problemi di fee e scalabilità, come anche la volatilità.

Di questo ne hanno approfittato i trader e gli investitori.

Ma allo stesso tempo, non possiamo non considerare il Bitcoin come uno strumento adatto al pagamento.

Recentemente si poi anche iniziato a parlare di un sistema di pagamento gratuito e parallelo alla blockchain, che è per altro molto lenta e abbastanza costosa.

Questa dovrebbe permettere di essere considerato semplice nell’apertura come anche nelle transazioni, tanto che si dovrebbero usare i BTC per i pagamenti istantanei e sicuri anche di piccoli importi.

In pratica stiamo parlano del sistema: Bitcoin’s Lightning.

La sua implementazione avrà quindi degli effetti difficili da prevedere sulla volatilità e sull’aumento del prezzo del Bitcoin.

Allo stesso tempo, però risolverebbe in modo intelligente e duraturo il problema del Bitcoin come moneta veramente utilizzabile.

Nota bene che inizialmente tutte le risorse per le criptovalute erano destinate all’acquisto del Bitcoin.

Oggi invece il BTC muove “solo” 1/3 della capitalizzazione globale delle cripto.

Questo vuol dire che vi è stata una redistribuzione inevitabile tra le Criptovalute.

In pratica si potrebbe parlare di un ammorbidimento delle eventuali spinte rialziste dedicate al BTC, facendo filtrare capitale anche nelle posizioni più basse della graduatoria, da Ether in giù.

Il Bitcoin in breve subisce dei rialzi di prezzo funzionali al costo del mining.

Questo è un fattore che al momento è imprescindibile.

Per altro l’attuale prezzo “di fabbrica” di un BTC nelle mining pool cinesi a basso costo è attorno ai 5.000 dollari.

Un aumento complessivo dell’energia elettrica richiesta per aprire blocchi via via più complessi porterà i miner a rivendere i nuovi BTC a prezzi ovviamente superiori.

Ma di quanto si parla?

Se consideriamo che il Bitcoin viene creato sempre più lentamente e sempre più persone lo vogliono possiamo considerare la sua scarsità come un altro potente stimolo all’aumento del prezzo.

Come si vede, in questo caso, mancano i presupposti per affermare che l’aumento del prezzo del Bitcoin a 100.000 dollari sia vicino.

Allo stesso tempo, possiamo dire che nulla è impossibili!

Certamente dobbiamo analizzare bene i dettagli di questa criptovalute e rimanere sempre pronti ad agire in caso di un forte rialzo.

Possibile ETF sul Bitcoin? Gli ultimi aggiornamenti dalla finanza ufficiale

Non lo possiamo ancora affermare con certezza ma siamo dell’opinione che le previsione sulla creazione degli ETF sui Bitcoin, non possono tardare.

Almeno questo è quello che si pensa.

Allo stesso tempo, possiamo dire che i maggiori portavoce delle società finanziarie non ne sono convinti, anzi si dicono non solo perplessi in merito ma pensano anche che non sia una cosa fattibile.

La settimana appena passata, ha però visto un atteggiamento meno tranchant seppure sempre all’insegna della cautela arriva da Tom Farley, che è il supervisore del New York Stock Exchange.

Farley infatti raccomanda in un’intervista rilasciata a Bloomberg di non trattenere il fiato in attesa di un imminente lancio degli ETF sui Bitcoin.

Si ricorda infatti che sull’onda dell’entusiasmo per i future sul Bitcoin da parte di CME e CBOE si era iniziato a parlare precocemente anche di ETF.

Allo fine però la finanza ufficiale si è ben presto resa conto di aver giocato col fuoco.

Tuttavia una novità c’è.

Farley stesso afferma che la Intercontinental Exchange Inc. ha annunciato l’imminente lancio di una piattaforma di data feed sulle criptovalute ad uso istituzionale.

Uno strumento di informazione e analisi che dovrebbe comprendere informazioni proveniente da più di 15 exchange globali.

Da qui un segno inequivocabile che, se non si chiama ancora ETF, comunque qualcosa di grosso in merito c’è e questo lo si sta cercando di mettere in pratica.

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