Mifid 2 cosa cambia dal 2018? Le nuove regole [guida completa]

Pubblicato da TommasoP il: 14 novembre 2017

Ancora una volta il regolamento mifid cambia. Questa volta entrerà in vigore dal 2018.

Ma cosa prevede il nuovo regolamento MiFid II? Che cosa cambia in merito alla regolamentazione europea?

Tutti i dettagli che stai cercando li puoi trovare all’interno di questa guida.

Prima di tutto si deve considerare che sono ormai molti anni, che la MiFID II (o MiFID 2) è pronta a fare il suo ingresso in campo.

Finalmente nel gennaio 2018 prenderà il vai la nuova normativa, la quale ha deciso ancora una di rivoluzionare i mercati finanziari europei.

L’obiettivo?

Rendere la legge tale da poter far crescere la trasparenza e la tutela dei clienti.

Ecco dunque tutte le novità che sono state introdotte con il nuovo regolamento MiFID II e che cosa cambia dopo questa rivoluzione rispetto al precedente.

Che cos’è la regolamentazione mifid ii (2) e come influirà sul mercato finanziario dell’ue?

Secondo quanto stabilito dalla UE, le regole estese avranno un grande impatto su tutti i trader e non solo. Essi si applicano a tutti coloro che operano sui mercati finanziari compreso banche e broker.

In sostanza, le nuove norme riguardano tutti gli aspetti del trading online intracomunitario.

In questo modo, tutti i broker come anche tutte le banche devono cambiare i loro sistemi, in quanto le riforme normative, per altro abbastanza ambiziose, da parte dell’UE e conosciute come Mifid II, sono pronte a trasformare l’industria finanziaria dell’Europa.

Ma cerchiamo di far luce e chiarire bene e questo concetto.

Che cosa è la regolamentazione Mifid II?

Sulla base della versione rinnovata della direttiva sui mercati e strumenti finanziari (Markets in Financial Instruments Directive), conosciuta meglio come Mifid II, si deve tenere conto che essa è stata progettata al fine di offrire una maggiore protezione agli investitori con lo scopo anche di dare una maggiore trasparenza su tutti gli asset e su tutti i beni negoziabili, dalle azioni al reddito fisso, ai fondi negoziati e al Forex.

Che cosa è la regolamentazione Mifid II?

Che cosa è la regolamentazione Mifid II?

Notate però che la normativa nuova, prevede un esteso corpo legislativo, il quale non è stato semplice da redigere, tanto che sono passati 7 anni per revisionare il tutto e oggi conta + di 1,4 milioni di paragrafi di regole.

Purtroppo queste sono destinate a crescere ancora di più, mentre gli enti di regolamentazione completeranno gli standard finali nei prossimi mesi.

Nella nova normativa compaiono anche nuovi aggiornamenti e nuovi requisiti che verranno implementati tramite la MiFID II.

Solo per citarne alcune:

  • Trasparenza pre e post trade ad operazione eseguita, la quale direttiva prevede una maggior informazione attraverso dei report e delle cronologie dettagliate ed esclusive.
  • Maggiori campi di dati.
  • Controllo costante ed accurato dei dati dei trader.
  • Rapporti giornalieri che sono inviati da parte delle autorità nazionali competenti su tutti gli strumenti negoziati e sui prezzi quotati.

Quando entra in vigore la MiFID II (2)?

Essa entrerà in vigore dal 3 gennaio 2018.

Solo dopo questa data le nuove regole MiFID II saranno rese esecutive.

Si ricorda anche che la regolamentazione MiFID II è definito come uno dei più ambiziosi e controversi pacchetti di riforme finanziarie messe in atto da parte dell’UE fino ad oggi mai implementato.

Quando entra in vigore la MiFID II (2)?

Quando entra in vigore la MiFID II (2)?

Perché viene attuata?

Questa nuova normativa la si deve considerare come un proseguo della precedente.

Infatti la vecchia normativa, il Mifid originale era considerata come una pietra miliare per gli sforzi condotti dell’UE al fine di creare un unico mercato finanziario e competere con la profondità e il dinamismo dei mercati finanziari statunitensi.

Ancora la vecchia normativa ha cercato di porre rimedio al monopolio delle borse valori con lo scopo anche di ridurre i costi complessivi di negoziazione tra investitori e broker con lo scopo anche di contribuire, in modo modesto alla crescita economica.

La vecchia MiFid, lascerà il posto il 3 Gennaio 2018. Il suo ingresso in campo, invece, lo fece nel novembre 2007 la quale coincideva con l’inizio della crisi finanziaria e con la carenza negli anni a seguire di regolamentazioni di investimenti in azioni.

La nuova normativa, MiFID I, si pone un obiettivo molto più ambizioso e strutturale.

Essa si basa essenzialmente sull’aggiornamento delle regole esistenti al fine anche di far fronte agli sviluppi tecnologici, ma allo stesso modo affronterà tutti i responsabili delle politiche globali al fine di chiarire e porre rimedio agli aspetti non regolamentati del sistema finanziario.

Tutto questo deve dunque oggi confrontarsi anche con i grossi mercati finanziari che negoziavano fuori dalle borse regolamentate, come già avveniva per gli investimenti con i derivati e le obbligazioni o anche il mercato OTC.

Che cosa cambierà con le nuove regole mifid II(2)?

Ora, sulla base di quanto fin qui detto, possiamo anche considerare le differenze tra il vecchio regolamento ed il nuovo.

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Che cosa cambierà con le nuove regole mifid II(2)?

Le nuove norme infatti, riguardano tutti gli aspetti del trading intracomunitario, senza eccezione alcuna e che ha avviene all’interno dell’Unione Europea.

Secondo quanto stabilito dalle nuove regolamentazioni, la MiFID II obbliga in buona sostanza tutti i broker ad eseguire le operazioni su piattaforme regolamentate.

Esse devono per altro essere aperte e si pone anche come obbiettivo primario, la limitazione delle offerte tra broker e broker che non sono dichiarate. Molto spesso oggi questo avviene quando un rader sceglie di investire in settori particolari, come ad esempio:

  • materie prime;
  • bond;
  • petrolio.

Al fine di proteggere il mercato finanziario, tutti gli algoritmi devono anche essere registrati presso gli enti di regolamentazione.

Devono anche poter essere testati e comprendere anche i cosiddetti «interruttori» ovvero strumenti che permettono lo stop delle operazioni e del funzionamento stesso.

Secondo quanto stabilito dalle nuove leggi si vuole rivoluzionare il modo in cui le banche fanno trading, e al pari anche delle istituzioni le quali negoziano titoli e obbligazioni europee in tutto il mondo.

Infine, si deve anche considerare che i broker finanziari oggi si sono già messi all’opera per adeguare le loro offerte alle nuove direttive. Essi oggi lavorano al fine di istituire dei report sui dati e adempiere al regolamento legge della MiFID II.

Tutto questo ovviamente non avverrà certamente  gratuitamente, ma come in tutte le cose avrà un costo. Oggi si stima, secondo gli enti di regolamentazione un costo complessivo di 700 milioni di euro per la sua implementazione.

Ecco quindi che l’obiettivo che si pone la nuova regolamentazione è quella di controllare il mercato dei servizi finanziari, compreso quelle delle banche e degli investitori istituzionali, come anche le Borse, ed broker, ma anche gli hedge fund e gli operatori ad alta frequenza.

Nel caso in cui un gestore di fondi vuole acquistare un qualcosa che abbia un prodotto sottostante elencato nell’UE come ad esempio un’opzione HSBC a Hong Kong, essa deve per forza di cose rientrare nel campo di applicazione della Mifid II.

Questo vuol dire che non si tiene conto su cosa si basa il il gestore o broker.

Un altro esempio?

Se supponiamo si prevede un investitore basato in Europa ma che acquista azioni Apple, questo lo può fare tranquillamente, visto e considerato che il gruppo americano ha un elenco secondario in Germania.

Ma attenzione, perché la regolamentazione va ben oltre.

La regolamentazione Mifid vuole anche eliminare la negoziazione via telefono, la quale ancora oggi esiste e ancora molti broker la offrono.

In questo modo, verrebbe spostata tutta le negoziazione nelle piattaforme di trading, fornite di migliori strumenti di audit e di sorveglianza.

E’ chiaro che tutto questo comporta un’ondata di dati, probabilmente misurata in petabyte.

Si deve anche chiarire che sono le istituzioni a dover segnalare immediatamente molte più informazioni nella maggior parte delle operazioni eseguite per conto dei clienti. Devono in sostanza inviare molti più dati in merito al prezzo ed al volume.

Tutte le negoziazioni e tutte le operazioni saranno datate, a 100 microsecondi per alcune, mentre le informazioni nei documenti per la transazione delle transazioni si estenderanno a più di 65 campi.

Si deve poi anche considerare che tutti gli archivi devono essere conservati per un minimo di cinque anni.

Questo vuol dire ad esempio che banche e broker devono dimostrare alle autorità che hanno offerto loro il miglior prezzo disponibile al fine di eseguire in totale trasparenza le loro operazioni di trading.

Mifid II: Date importanti da ricordare e obbiettivi raggiunti

1 NOVEMBRE, 2007 Entrata in vigore della prima normativa MiFID
8 DECEMBRE, 2010 L’European Commission lancia le consultazioni per rivedere la Mifid
20 OTTOBRE, 2011

 

La commissione Europea formalizza la MiFID II la quale rivede anche se in modo parziale la vecchia normativa MiFID e decreta la nuova regolamentazione Mifir
APRILE – LUGLIO 2014

 

Le istituzioni Europee adottano formalmente le nuove regole Mifid II
28 SETTEMBRE, 2015

 

L’Esma, l’ente di regolamentazione pan-Europeo pubblica le suen proposte per trasformare la legge in standard tecnici
OTTOBRE 2015 L’Esma avverte la Commissione Europea che non sarà pronta in tempo per l’introduzione nel Gennaio 2015
FEBBBRAIO 2016

 

L’Unione Europea formalmente ritarda l’introduzione della MiFID II di un anno
3 GENNAIO, 2018

 

Mifid II e Mifid vengono applicate da tutti gli stati membri dell’Unione Europea

Cosa ci dobbiamo attendere dalla nuova regolamentazione?

Secondo quanto stabilito, a partire dal 3 Gennaio 2018, entrerà in vigore la nuova normativa, mifid II.

Cosa ci dobbiamo attendere dalla nuova regolamentazione?

Cosa ci dobbiamo attendere dalla nuova regolamentazione?

Purtroppo nessuno sa bene ancora cosa ci si deve aspettare e che cosa accadrà visto e considerato anche che molte parti della regolamentazione Mifid II sono oltre ogni legislazione sui mercati fino ad ora creata.

E’ chiaro che non ci potrà mai essere un cambio radicale, un cambio che azzera quanto fino a qui fatto e riparta da zero. Questo non è possibile visto e considerato anche che alcune istituzioni sono ancora sotto preparate.

MIFID II: tutte le novità?

Abbiamo visto che la nuova normativa MIFID II entrerà in vigore il 3 gennaio 2018.

Ma in sostanza sappiamo quali sono le differenze e quali sono le caratteristiche principali che differenzia la vecchia con la nuova normativa?

Ecco che abbiamo voluto riportare per te, uno schema riassuntivo delle differenze e delle novità.

Caratteristiche:

  • MIFID: acronimo di Markets in Financial Instruments Directive (Direttiva 2004/39/CE).
  • Emanata dal Parlamento Europeo nel lontano Aprile del 2004.
  • la MIFID sostituisce la Investment Services Directive (ISD, Direttiva 93/22/CEE).
  • L’obiettivo che si pone la Mifid è quello di tutelare l’investitore durante le fasi di scelta dei servizi di investimento.

Il sistema normativo MIFID è organizzato su 3 livelli:

  1. il primo, secondo cui è definito il principio generale della regolamentazione (Direttiva 2004/39/CE);
  2. il secondo, disciplina invece i mercati e le questioni della trasparenza pre- e post-trade (Regolamento 1287/2006/CE) e il quale fornisce anche delle disposizioni in materia di condotta e organizzazione degli intermediari i quali prestano servizi e attività di investimento (Direttiva 2006/73/CE );
  3. il terzo, invece riguarda l’emanazione da parte del Committee of European Securities Regulators (CESR) delle linee guida dirette ad assicurare un’omogenea ricezione ed applicazione anche a livello nazionale di tutti gli atti normativi che vengono adottati ai primi 2 livelli.

A questo punto, precisiamo anche che la MIFID II è definita come parte integrante di una generale revisione del regime europeo in materia di investimenti.

Lo abbiamo visto prima e qui lo ripetiamo. Il suo obbiettivo è quello di  mitigare il rischio finanziario sistemico con lo scopo anche di incrementare la protezione degli investitori retail.

Essa si compone anche di un Regolamento MIFIR il quale illustra i requisiti relativi a:

  • divulgazione al pubblico di dati sulla trasparenza delle negoziazioni;
  • eliminazione delle barriere per l’ accesso alle compensazioni;
  • negoziazione di derivati;
  • attività di vigilanza;
  • operatività Paesi terzi.

La MIFID II definisce dunque:

  • tutti i requisiti relativi alla prestazione dei servizi di investimento;
  • esenzioni normative;
  • norme di condotta nei confronti degli investitori ad opera delle società di investimento;
  • requisiti organizzativi per le negoziazioni;
  • quadro sanzionatorio;
  • operatività Paesi terzi.

I principali pilastri su cui si baserà la nuova regolamentazione, sono:

  • trasparenza;
  • tutela degli investitori;
  • operatività per i Paesi terzi;
  • controlli sui derivati.

Sulla base anche di queste considerazioni e sulla base di quelle che è il nuovo quadro normativo sui prodotti di investimento per il risparmio gestito in circolazione (fondi), si deve anche considerare la possibilità di operare con requisiti più stringenti, la quale normativa implica con conseguenza anche di una maggior qualità del prodotto.

Attenzione però, perché il nodo cruciale riguarda le maggior informazioni da fornire agli investitori in merito alla oscura gestione dei costi dei singoli prodotti.

Si deve dunque considerare che l’investitore ha un’informazione aggiuntiva la quale serve al fine di fargli comprendere se il prodotto offerto li possa offrire un risparmio maggiore.

E’ chiaro anche che tutto il sistema potrà essere vantaggioso sia per il trader che analizza le informazioni ricevute, sia per il broker il quale offrendo una maggior trasparenza potrebbe essere considerato come un broker serio e maggiormente professionale e per questo scelto da tantissimi trader.

Si ricorda anche che tutti gli strumenti finanziari, non garantiscono in nessun modo la riuscita dell’operazione. In questo caso, tutti gli strumenti sono atti a fornire strumenti di tutela all’investitore e che non è certamente da considerare come tutela per l’investitore che garantisca rendimenti o garanzie dalle perdite da investimenti.

Come cambierà il risparmio con la nuova direttiva Mifid 2

A questo punto, analizzate quelle che sono le caratteristiche della MiFid II e considerati quelli che sono i cambiamenti in merito alla direttiva su investimenti e broker, cercheremo di spiegarti anche come cambia il sistema di tutela dei risparmiatori, posti nelle condizioni di decidere come operare restando al riparo dagli choc del mercato.

Come cambierà il risparmio con la nuova direttiva Mifid 2

Come cambierà il risparmio con la nuova direttiva Mifid 2

Purtroppo, non è semplice comprendere una tale normativa. Soprattutto per l’italiano medio che si fida quasi cecamente del suo intermediario o della sua banca in caso di investimenti.

In questo caso, però le famiglie devono anche iniziare a considerare quella che possiamo definire come la piccola rivoluzione in banca e che vede appunto l’entrata in vigore della Mifid2.

Lo abbiamo visto in precedenza di cosa si tratta e quelle che sono le sue caratteristiche.

La trasparenza sui costi in merito l’acquisto e alla vendita di strumenti di investimento come fondi, polizze vita, piani di accumulo, obbligazioni e compravendita di azioni e di Btp, sono solo alcuni elementi caratterizzanti.

La normativa è stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale, con il decreto legislativo 129/2017 che prevede l’attuazione di questa nuova disciplina.

Il decreto, apporta quindi modifiche al Tuf, ovvero al Testo unico della Finanza.

Per i risparmiatori questo vuol dire:

Meno spese

In quanto le novità maggiori scatteranno da gennaio e questo potrebbe anche significare una riduzione delle spese per chi investe.

A questo come per i sistemi di investimento, si affianca una maggiore trasparenza in merito agli investimenti che dovrebbe far crescere la concorrenza tra i diversi istituti su questi tipi di strumenti.

Il rischio in Italia ? Come sempre ad un calo di alcune spese corrisponda l’aumento di altre.

Intanto la maggior parte degli intermediari cercano di porsi al riparo, mettendosi a lavoro per non farsi trovare impreparati.

La novità eleva dovrebbe riguardare lo standard di qualità della consulenza finanziaria e richiedere la crescita delle competenze e conoscenze.

Anche in merito ai piccoli risparmiatori si devono considerare i pilastri della Mifid II che sono:

  • obbligo di trasparenza;
  • separazione tra consulenza indipendente e non indipendente;
  • adeguatezza della prestazione del servizio.

Più chiarezza

Anche per i piccoli investitori e i piccoli risparmiatori cambieranno le regole in termini di trasparenza.

Infatti l’arrivo della Mifid2 potrebbe anche significare maggiore chiarezza sui rischi. In sostanza si potranno avere maggiori delucidazioni e informazioni prima ancora di firmare per un investimento su di un prodotto.

Il risparmiatore dovrà quindi essere informato in merito e aver maggior tutela e attenzione.

MiFID II – cambiamenti da 2018: tutto ciò che c’è da sapere in 10 punti

A questo punto, non ci resta che riassumere tutto quanto attraverso un semplice schema tabellare.

Questo racchiude i 10 punti principali in merito alla disciplina che regola i servizi finanziari europei operativa dal 2018.

Lo scopo ancora una volta ripetiamo è quello di promuovere una maggiore tutela e rendere più stringenti alcune regole già oggi in vigore.

Cos’è MiFID II

 

La MiFID II è la disciplina che regola i servizi finanziari europei.

Essa Rivede e amplia la versione precedente della MiFID in materia di prestazione dei servizi di investimento nonché di tutela degli investitori retail e definisce i servizi di consulenza indipendente con un’adeguatezza della comunicazione

Tempistiche

 

Dal 15 aprile 2014, la normativa MiFID II è stata adottata dal Parlamento europeo. Tutti i singoli Stati membri si sono adoperati al fine di adottare le misure entro luglio 2016, recependo le norme che entreranno i vigore il 3 gennaio 2018.
Target di clienti specifici

 

La normativa prevede indirizzi e linee guida in merito ai prodotti finanziari sulla base del cliente finale.

Questo vuol dire che i prodotti devono essere disegnati e circoscritti in relazione anche ad un target ben preciso per esigenze, disposizione al rischio, come anche capacità e competenze finanziarie.

Personale preparato Tutte le imprese di intermediazione e finanziarie si devono dotare di apposite garanzie al fine anche di dimostrare alle autorità incaricate della vigilanza di offrire il proprio servizio attraverso il proprio personale, competente e adeguato che offra conoscenza dei prodotti offerti.
Incentivi Tutte le imprese non potranno prevedere dei meccanismi di remunerazione come ad esempio i BONUS, i quali potrebbero spingere gli operatori a raccomandare determinati strumenti finanziari e non quelli aderenti alle esigenze dei clienti.
Adeguatezza

 

MiFID II restringe anche il campo dei prodotti per i quali è possibile prestare un servizio “execution only” definito tale quello di mera esecuzione degli ordini, senza la possibilità di valutare l’adeguatezza dell’operazione.

La normativa in vigore oggi definisce già una lista di prodotti liberi e una lista di quelli che sono invece vincolati.

Le regole che saranno in vigore dal 2018 saranno quindi ancora una volta molto più severe.

Rafforzamento delle autorità In quest’ottica, le autorità di vigilanza nazionali e sovranazionale (Esma ed Eba) potranno anche proibire o solo limitare la vendita e il collocamento di alcuni strumenti finanziari nel caso in cui li ritengono maggiormente esposti a rischi eccessivi per gli investitori e la stabilità finanziaria del sistema
Consulenti indipendenti Tutte le imprese di investimento si devono dotare di appositi strumenti di comunicazione nei confronti del cliente, anche nel caso in cui l’offerta di consulenza è fornita da attori indipendenti.
Comunicazione

 

Tutte le imprese che effettuano operazioni di consulenza, o gestisce il portafoglio devono fornire informazioni corrette e raccogliere informazioni sui clienti.

Si dovrà capire quindi se l’investitore conosce il prodotto o meno.

Si deve anche considerare la possibilità che il trader sia disposto a rischiare e quelli che sono i suoi obiettivi come anche comprendere quanto sarebbe capace di ammortizzare una eventuale perdita.

Se il singolo prodotto finanziario è integrato all’interno di un pacchetto complesso, l’operatore dovrà alla fine fornire all’investitore non solo il profilo di rischio del singolo prodotto ma anche quello dell’intero pacchetto.

Tutte le imprese sono chiamate a spiegare al cliente quelle che sono le ragioni dell’investimento e perché sarebbe coerente con le richieste dell’investitore

Costi e oneri

 

Infine, si deve considerare l’aumento delle richieste di trasparenza.

Qui i costi devono essere indicati al cliente e devono comprendere anche il prezzo della consulenza in modo aggregato.

In pratica si tratta di una misura complessiva che rende immediato e chiaro l’ammontare degli oneri in capo all’investitore.

Allo stesso modo, si deve comprendere il peso sul rendimento atteso.

Quando possibile queste informazioni devono essere aggiornate e comunicate almeno una volta l’anno.

MiFid: novità sui broker

Di seguito puoi analizzare i broker che sono adeguati alla nuova normativa MiFid II:

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Per altro, si deve anche considerare un altro elemento:

La regolamentazione Mifid II entra in vigore non il primo giorno di negoziazione del nuovo anno 2018, ma il secondo, il 3 gennaio appunto.

Quindi il mercato finanziario si trova ad affrontare le prospettive di modifica dei propri sistemi durante la notte in mezzo nel bel mezzo della settimana … questo ci potrebbe far pensare: come reagiranno i mercati?

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