Bitcoin – ethereum – Criptovalute: pronto il registro attivo del MEF per operatori e negozianti

Pubblicato da TommasoP il: 6 febbraio 2018

Secondo quanto affermato dal Ministero del Tesoro è stato messo a punto un decreto sulle criptovalute.

Tale decreto prevede l’obbligo per gli operatori, ma anche per i negozianti e i professionisti di iscriversi ad un apposito registro.

La notizia è arrivata da parte del Ministero del Tesoro il quale si dice stia lavorando a un decreto che se dovesse essere approvato veramente, obbliga tutti gli operatori italiani del settore criptovalute a iscriversi a un apposito registro e rispettare una serie di obblighi.

Per altro i tempi di realizzazione sono anche abbastanza stretti, visto e considerato che in vista delle prossime elezioni di Marzo, la finestra di tempo è ridotta a meno di un mese.

cripotvalute pronto il registro del MEF per operatori e negozianti

Cripotvalute pronto il registro del MEF – decreto in Italia

Il MEF in pratica ha posto il documento in consultazione fino al 16 febbraio.

Solo dopo passerà all’azione legislativa.

MEF: pronto il decreto in Italia

Il primo punto del decreto per altro si dice in linea con quanto già previsto dalla normativa antiriciclaggio.
esso in pratica prevede che:

Tutti i prestatori di servizi relativi all’utilizzo di valuta virtuale, sono obbligati ad assolvere agli obblighi antiriciclaggio.

Questo si pone lo scopo di evitare che tutte le transazioni effettuate con le criptovalute possano essere utilizzate per fini illegali.

Per altro un’latra novità riguarda l’obbligo per tutti i prestatori di servizi inerenti all’utilizzo di valuta virtuale di dare comunicazione di detta attività al Ministero dell’Economia e delle Finanze.

La valuta infatti viene utilizzata come mezzo di scambio al fine di provvedere all’acquisto di beni e servizi.

Essa però non è emessa da una banca centrale o da un’autorità pubblica. Non è neanche collegata a una valuta avente corso legale.

Da questo lato anche i negozianti o i professionisti che accetteranno eventuali pagamenti in valuta virtuale dovranno comunicare al MEF la loro operatività.

Ecco quindi che l’iniziativa mira a realizzare una prima rilevazione sistematica del fenomeno.

In pratica si parte dalla consistenza numerica degli operatori del settore che una volta a regime, dovranno iscriversi in uno speciale registro tenuto dall’OAM, ovvero l’Organismo degli Agenti e dei Mediatori, per poter esercitare la loro attività sul territorio nazionale.

Questo è almeno quanto previsto dalla bozza del decreto.

Insomma, la gestione delle criptovalute potrebbe anche essere paragonata a quella dei “compro oro“.

Vi è per altro anche un presupposto comune inerente agli interventi regolatori sulle valute virtuali e sui compro-oro. Almeno questo è quanto spiegato da Roberto Ciciani, direttore della Direzione Generale competente in materia di prevenzione dei reati finanziari in una nota.

“Entrambi rispondono alla necessità di censire puntualmente e dettagliatamente nuovi fenomeni, capirne le dimensioni, comprenderne anche la diffusione sul territorio”.

In sostanza, sulla base di quanto affermato dal ministero, le criptovalute sono esposte al rischio di impiego per attività illecite, e come tale sono assoggettate alla norma antiriciclaggio sia per il denaro sia anche per il finanziamento del terrorismo.

Grazie invece ad un registro sarà più agevole vigilare sul rispetto delle norme e darà maggiore certezza sull’esercizio legale delle attività.

In pratica, tutti coloro che vogliono offrire servizi nel mondo delle criptovalute in Italia devono iscriversi in un apposito registro il quale è conservato presso il ministero del Tesoro.

Questo è quanto predispone appunto dal decreto ad hoc preparato dal Tesoro.

Cosa prevede il documento del MEF

valute virtuali il decreto del MEF

Cosa prevede il documento del MEF

Il Mef ricorda nel suo documento è già previsto nell’aggiornamento della normativa riciclaggio e come tale tutti i prestatori di servizi relativi all’utilizzo di valuta virtuale devono per forza di cose assolvere agli obblighi antiriciclaggio al fine di evitare che le transazioni effettuate con le cripto valute possano essere utilizzate per fini illegali.

All’interno del nuovo decreto si prevede anche che:

“chiunque sia interessato a svolgere sul territorio italiano l’attività di prestatore di servizi relativi all’utilizzo di valuta virtuale, ha l’obbligo di comunicazione al Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Il decreto chiarisce anche che la valuta virtuale seppur “utilizzata come mezzo di scambio per l’acquisto di beni e servizi” (…) “non è emessa da una banca centrale o da un’autorità pubblica, non è necessariamente collegata a una valuta avente corso legale.

Infine si tenga presente che la bozza del decreto dice che anche i negozianti o i professionisti che accettano il pagamento valuta virtuale devono comunicare al Mef la loro operatività.

Il tutto come detto con il fine di realizzare una prima rilevazione sistematica del fenomeno, a partire anche dalla consistenza numerica degli operatori del settore.

Questi a regime dovranno ad iscriversi in uno speciale registro tenuto dall’OAM, l’Organismo degli Agenti e dei Mediatori, al fine di poter esercitare la loro attività sul territorio nazionale.

In particolare per quanto riguarda le criptovalute come i Bitcoon e le altre AltCoin, si deve e si vuole prevenire il rischio di utilizzo per fini illeciti, quali il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo.

Ecco quindi che la normativa italiana prevede da una parte alcune prestatori di servizi relativi alla valuta virtuale che devono essere annoverati tra i soggetti tenuti all’assolvimento di obblighi di adeguata verifica della clientela e di segnalazione alla UIF (Unità di Informazione Finanziaria della Banca d’Italia) delle operazioni sospette di riciclaggio e finanziamento del terrorismo.

Il censimento e l’avvio del registro consentiranno quindi di vigilare meglio sul rispetto delle regole da parte degli operatori e daranno loro certezza sull’esercizio legale della propria attività.

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