Pensione Integrativa: Conviene Oppure No investire nei fondi pensione?

Pubblicato da TommasoP il: 19 novembre 2018

In questa guida analizzeremo la pensione integrativa e cercheremo di analizzare tutti gli aspetti più importanti ad essa connessa. In pratica cercheremo di racchiuderei un’unica guida, tutto quanto c’è da sapere sulla pensione integrativa e sul suo utilizzo.

Certamente non è semplice, considerando anche che si deve riflettere se questa scelta sia azzeccata o meno e quindi aderire alla previdenza integrativa o meno.

In pratica analizzeremo tutti i punti più importanti della pensione Integrativa e comprenderemo:

  • Qual’è il problema della previdenza complementare e come coinvolge i sottoscrittori;
  • Quali sono i prodotti previdenziali previsti dalla normativa italiana;
  • Cosa sono Fondi Pensione;
  • Cosa sono i Piani Individuali Pensionistici;
  • Quali sono i vantaggi fiscali collegati alla previdenza complementare;
  • Come funziona il riscatto anticipato;
  • TFR in azienda o su fondo pensione;
  • Come, quando e se sfruttare il vantaggio fiscale della previdenza privata per pagare meno tasse.

Tutti questi aspetti anche se possono sembrare complicati, lo sono sicuramente meno dopo aver appreso quanto di seguito diremo, analizzandoli in maniera precisa e sintetica il più possibile.

fondo pensione

Fondo Pensione

Cosa si intende per pensione integrativa?

Cos'è la pensione integrativa

Cos’è la pensione integrativa?

Partiamo dalla definizione. Per definire la pensione integrativa, si deve fare riferimento alla propria attività lavorativa e nello specifico alla cessazione dell’attività lavorativa.

Quando questo avviene si devono fare i conti con la pensione pubblica che potrebbe non bastare a garantire il livello di reddito che si desidera. Si consideri anche che l’assegno sarà circa del 50-60% dello stipendio medio ricevuto negli anni di lavoro.

Non si deve necessariamente accontentarsi di percepire una rendita palesemente inferiore cercando di adeguare il proprio stile di vita alla nuova situazione economica.

Infatti è possibile agire cercando di integrarla mediante l’adesione ad un piano pensionistico integrativo che viene definito complementare, ideato a seguito della maggiore crescita di persone che hanno esigenze di questo tipo.

Non è semplice costruirsi una pensione integrativa poiché si deve accantonare, in modo continuo e regolare, buona parte dei propri risparmi durante tutta la vita lavorativa. Lo si deve fare in modo da crearsi una seconda pensione che va ad integrare quella della previdenza obbligatoria.

Grazie a questo meccanismo, il lavoratore riesce a colmare e a rendere meno gravoso, il gap ormai inevitabile tra l’ultimo stipendio percepito e la pensione maturata.

Quali sono le tipologie dei fondi pensione?

Tipologie di fondo pensione

Tipologie di fondo pensione

Il nostro sistema previdenziale prevede tre tipologie di fondi pensione:

  • Fondi pensione aperti

Sono tali in quanto creati e gestiti dalle banche o dalle società di gestione del risparmio e dalle assicurazioni a cui qualsiasi lavoratore può aderire.

  • Fondi pensione chiusi o negoziali

Sono tali in quanto nascono sulla base di accordi tra organizzazioni imprenditoriali e sindacali e come tali sono destinate a specifiche categorie di lavoratori.

  • PIP o piani di previdenza individuale

Possono essere considerati come un tipo di accantonamento previdenziale, simile ai fondi pensione e sono strutturati sulla base di polizze assicurative sulla vita.

In linea generale, possiamo dire che conviene aderire ai fondi pensione da subito in modo tale che anche con il passar degli anni, il capitale e i rendimenti possano accumularsi anche se si tratta pur sempre di strumenti d’investimento legati ai mercati finanziari e come tale non viene garantito il risultato.

Una volta terminato il periodo lavorativo, ovvero una volta che si andrà in pensione, tutto ciò che sarà maturato dal fondo verrà trasformato in una rendita che andrà ad integrare la pensione.

E’ possibile svincolare subito il 50% del capitale maturato e utilizzare la restante parte come rendita pensionistica. Infine è possibile anche una rendita nel caso in cui il capitale maturato è inferiore al 50% della pensione sociale. In questo caso, alla scadenza, sarà possibile ritirare l’intero controvalore.

Chi può usufruire dei fondi pensione?

Possono aderire alle forme pensionistiche complementari, secondo quanto stabilito dall’articolo 2 del decreto legislativo numero 252 del 2005, i seguenti lavoratori:

  • Dipendenti, sia che essi siano del settore privato che pubblico;
  • Autonomi e i liberi professionisti, anche organizzati per aree professionali e per territorio;
  • Che svolgono lavori di cura non retribuiti derivanti da responsabilità familiari;
  • Soci lavoratori di cooperative;
  • Che svolgono lavori non retribuiti in relazione a responsabilità familiari e che non prestano attività lavorativa autonoma o subordinata e non sono titolari di pensione diretta.

Simulazione calcolo assegno INPS

Quando si potrà andare in pensione? Una domanda da non poco conto considerando che oramai non si sa più quando si potrà andare in pensione, con quali requisiti e soprattutto con quali leggi.

La pensione è ancora oggi un momento tanto atteso per tutti i lavoratori. Probabilmente si tratta di un traguardo sempre più lontano per i giovani e per i meno giovani.

Partiremo da questa semplice domanda per comprendere se davvero conviene investire sui fondi pensione o meno. Lo faremo analizzando prima di tutto il calcolo dell’assegno INPS che andremo a percepire, con il fine solo di capire se davvero è utile investire in fondi pensione o meno.

La difficile situazione della previdenza

Le novità più importanti riguardano sempre le manovre effettuate dai tecnici che hanno apportato notevoli modifiche come la scomparsa della pensione di anzianità che verrà sostituita dalla pensione anticipata che ancora oggi è oggetto di discussione.

La pensione in questo caso viene anticipata dall’istituto che prevede il pensionamento secondo quelle che sono le regole ordinarie e quindi non prevede assegno sociale o di vecchiaia.

Adeguamenti alla speranza di vita

A partire dal 2013 tutti i requisiti sono stati rivisti, compresi anche quelli anagrafici necessari per andare in pensione. Questi sono stati adeguati in base all’aumento dell’aspettativa di vita definite dall’ISTAT.

Si tratta di un incremento che agisce ogni 36 mesi aumentando l’età per lasciare il lavoro. A partire dal 2019 l’adeguamento alla speranza di vita avverrà ogni 24 mesi.

Premesso questo, possiamo passare oltre e analizzare come funziona il …

Simulazione calcolo assegno INPS: parametri

Nel passato si parlava di calcolatori i quali dovevano stimare, con l’inserimento di alcuni dati, la pensione futura dei lavoratori.

Successivamente quando Tito Boeri è divenuto presidente dell’INPS, è stato introdotto il servizio “La mia pensione” ovvero un sistema di simulazione dell’assegno previdenziale futuro.

I parametri su cui si basa sono:

  • Reddito o retribuzione;
  • Età;
  • Normativa pensionistica vigente.

Questo servizio ha preso il via nel 2015 consentendo a tanti di effettuare un’approssimativa stima. Dal 2016 in poi è stata resa disponibile per tutti i lavoratori sia pubblici, sia privati.

Al fine di calcolare la pensione futura si deve accedere all’area riservata dell’INPS e inserire il codice pin con i propri dati personali.

Quale pensione percepirò in futuro? Previsioni

Purtroppo possiamo affermare con certezza che a seguito della trasformazione del sistema pensionistico, da retributivo a contributivo, le pensioni saranno sempre più basse.

Le pensione erogata dall’INPS saranno a tutti gli effetti delle prestazioni identiche a quelle che si possono determinare privatamente con le assicurazioni. Questo significa anche dover pensare seriamente al proprio futuro senza lasciare niente al caso.

In sostanza, quello che in Italia oggi stiamo vivendo, lo possiamo definire come un fenomeno tipico dell’americanizzazione della società anche sotto l’aspetto economico.

Tutti gli interventi che sono stati apportati dalla BCE, per molti non sono da considerare come delle strategie atte a rilanciare i consumi con il quantitative easing, ma sono dei sistemi atti a far ripartire solo erogazioni di mutui e prestiti personali.

In questo caso, il debitore-consumatore si trova ad avere a che fare con una esposizione molto pericolosa, il quale lo rende estremamente vulnerabile di fronte ai cambiamenti economici a cui stiamo assistendo in questo tempo.

Al momento, al fine di difenderci e garantirci una vecchiaia serena non è possibile considerare solo la pensione INPS. Meglio impostare da subito un risparmio gestito ed un investimento che possa fruttare poi in seguito.

Anche se potrebbe sembrare scontato, questo discorso non lo è affatto, soprattutto per i soggetti che hanno un’età superiore ai 50 anni. Nonostante tutto, lo possiamo considerare come un discorso abbastanza valido. Se si è attenti alle scelte e le si esegue in maniera oculata, il futuro potrebbe apparire molto più roseo.

Solo risparmiando e riducendo la necessità di avere denaro è possibile guardare nel futuro con maggiore serenità. In pratica si deve limitare la propria esposizione a dinamiche che vanno oltre il nostro controllo.

Pensione Integrativa, Conviene?

Conviene la pensione integrativa?

Conviene la pensione integrativa?

Passiamo ora ad esaminare alcuni importanti consigli, per altro ritenuti essenziali in merito alla Previdenza Complementare.

Differenze tra fondi pensione e PIP (Piano Individuale Pensionistico)

Nel momento in cui parliamo di previdenza complementare, dobbiamo fare particolare attenzione a distinguere i fondi pensione aperti o chiusi dai piani individuali pensionistici.

Si tratta di 3 soluzioni soggette alla medesima normativa, anche fiscale, che permettono di dedurre al massimo fino a 5164 euro.

PIP: piani individuali pensionistici

I Pip sono definiti come dei prodotti di tipo assicurativo, investiti sui mercati finanziari. Il piano individuale pensionistico accetta esclusivamente adesioni individuali e come tale sono solo banche e assicurazioni a cercare di vendere i prodotti.

Il piano individuale pensionistico (PIP) è il più gettonato in quanto, viene proposto per determinate categorie di soggetti e soprattutto sono proposti con dei fondi chiusi.

Il PIP in breve lo possiamo considerare come un contratto di assicurazione sulla vita con cui si versa il TFR e una quota annua o mensile, definita come versamento libero, all’interno di un fondo gestito generalmente da una società di assicurazioni.

Il PIP è sicuro?

Molto dipende dal profilo di rischio; sono proposte nella maggior parte dei casi diverse soluzioni; ad oggi quella meno rischiosa è quella legata alle obbligazioni statali o societarie di aziende e Paesi solidi. Come ben si può intuire in questo caso, i rendimenti sono abbastanza bassi anche se costanti.

E’ possibile anche scegliere una strategia più aggressiva e quindi scegliere di investire con fondi che investono in azioni, anche se in questo caso ci si espone di molto al rischio del mercato. In pratica, un crollo del mercato significa anche erosione del capitale.

Swich: cos’è?

Molto apprezzato e proposto nel corso degli anni è lo switch, il quale solitamente viene suggerito quando si inizia ad investire, ovvero nei primi anni. Si inizia investendo sui mercati azionari e successivamente si passa a forme di investimento meno rischiose, come ad esempio i mercati obbligazionari.

Si tratta di un prodotto consigliato soprattutto ai giovani i quali scegliendo per una pensione integrativa è consigliabile operare già in età giovane. Al termine, quando si raggiunge l’età pensionabile, è possibile ottenere una rendita mensile complementare che si aggiunge a quella erogata dall’INPS.

Nel momento in cui si giunge all’età pensionabile, è possibile ottenere un 50% del capitale versato immediatamente e la restante parte sotto forma di rendita vitalizia.

Si tratta di condizioni contrattuali previste per legge e come tale tutti sono soggetti all’adeguamento. Anche le banche e le assicurazioni lo devono fare e solitamente questi limiti sono letti in chiave vantaggiosa.

Vantaggi del PIP

Passiamo ora ad analizzare alcuni aspetti che potremmo definire come dei vantaggi nel caso si trattasse di piani individuali pensionistici (o di un fondo pensione aperto):

  • Deducibilità: Lo abbiamo detto prima; è possibile dedurre fino a 5164 euro dal reddito in sede di dichiarazione.
  • Nessun obbligo di versare un premio fisso, ne obbligo di destinare il TFR, in quanto il versamento è libero.
  • Permanenza per lunghi periodi possono ridurre il carico fiscale poiché l’aliquota calcolata al momento della liquidazione è pari al 15%. In pratica sottoscrivendo un piano per oltre 15 anni si ha diritto ad uno sgravio dello 0,3% per ogni anno in più fino a raggiungere il 9%.
  • Accumulo di capitale che permette a tutti i sottoscrittori di sprecare soldi inutilmente ma si impegnano a versare soldi all’interno del piano individuale pensionistico.

Fondi pensione

I fondi pensione sono prodotti non assicurativi che prevedono un comparto che abbia almeno la garanzia del capitale versato. Questi fondi si basano su delle adesioni collettive, con il contributo del datore di lavoro derivante spesso da accordi sindacali.

Infine ricordiamo che questi fondi possono essere aperti o chiusi; nel primo caso possono aderirvi tutti i soggetti, mentre nel secondo caso, sono riservati a determinate categorie di lavoratori, come avviene ad esempio per il fondo Cometa dei metalmeccanici.

Fondi pensione: è possibile prelevare il denaro prima della scadenza?

Certamente! E’ possibile ottenere il capitale investito prima della scadenza del contratto, ma con determinati limiti. Si deve prima di tutto considerare il fatto che si tratta di un prodotto sottoscritto atto a garantire un capitale nel lungo periodo. Si ricorda anche che è possibile prelevare prima della scadenza i soldi a patto che:

  1. L’importo non sia superiore al 75%:
    1. Solo per spese mediche relative a malattie gravi e interventi straordinari che riguardano l’aderente, il coniuge o i figli;
    2. Dopo otto anni di permanenza, in caso di acquisto della prima casa per sé o per i figli;
    3. Per interventi di ristrutturazione sulla prima casa;
  2. Dopo 8 anni si può prelevare fino al 30% per altre spese non gravi;
  3. Riscatto totale con chiusura della posizione in caso di:
    1. Inoccupazione per oltre 48 mesi;
    2. Sopravvenuta invalidità permanente che riduce la capacità lavorativa a meno di un terzo e in caso di decesso dell’aderente (la prestazione spetta agli eredi o ai beneficiari designati).

Svantaggi della pensione privata (fondo pensione)

  • Possibilità di perdere denaro se si scegli linee d’investimento aggressive e non garantite;
  • Costi eccessivi in quanto si tratta di prodotti che non vanno valutati sulla base del rendimento garantito (tasso tecnico), ipotizzato o passato. Questa tipologia di prodotti presenta due voci di costo importanti:
    • Caricamenti, ovvero costi applicati sui versamenti che sono molto elevati e servono per remunerare la rete commerciale di banca e assicurazioni che promuovono il prodotto;
    • Costi della gestione separata.
  • Trattasi di un prodotto con tanti costi e come tale è poco redditizio.
  • Poco flessibile.

Infine è importante sottolineare che nel caso in cui dovessero esserci delle anticipazioni del fondo, il titolare dovrà pagare un’imposta che sarà:

  • Del 23% per le spese di ristrutturazione o acquisto prima casa;
  • Del 15% per le spese sanitarie personali o di qualche famigliare.

Pensione Integrativa: Conviene Affidarsi alle Assicurazioni sulla Vita?

A questo punto ci si potrebbe chiedere: conviene costruirsi una pensione integrativa? Per far questo è bene ricordare che la previdenza privata ha preso piede soprattutto negli ultimi anni anche se sul tema c’è molta ignoranza.

Molto spesso ad alcune persone viene proposta un’assicurazione sulla vita; essa viene proposta come un prodotto pensionistico o anche come un fondo pensione. Nella realtà, però, i rendimenti non sono incoraggianti soprattutto in questi ultimi anni. Ma allora …

Conviene stipulare un’assicurazione sulla vita?

Molto spesso le assicurazioni sulla vita vengono proposte “giocando” proprio sul problema della previdenza pubblica. Per tale motivo possiamo suddividere l’assicurazione sulla vita in 3 tipologie differenti:

Polizza caso morte

E’ possibile previo un premio di poche centinaia di euro all’anno, assicurarsi la corresponsione di una somma di denaro prevista dal contratto (massimale) in caso di decesso.

Polizza caso vita

E’ possibile previo pagamento di una cifra mensile o annuale costruirsi un salvadanaio il quale si rivaluterà in base al rischio previsto dall’investimento che la società che gestisce i soldi andrà a fare. Solo alla scadenza del contratto verrà corrisposta la somma di denaro versata unitamente agli interessi.

Polizza mista

Comprende entrambi gli elementi delle 2 tipologie precedentemente elencate. Oltre alla protezione, infatti, contempla il risparmio. Generalmente questi rendimenti legati alle somme accantonate a risparmio, con gli interessi che capitalizzano, “ripagano” la spesa per la copertura in caso di morte.

Vale veramente la pena stipulare questo tipo di contratto?

Come sempre ci sono i pro e i contro, ovvero ci sono vantaggi e svantaggi legati alla sottoscrizione dell’assicurazione sulla vita.

Vantaggi assicurazione sulla vita

  • Impignorabilità e insequestrabilità del capitale assicurato;
  • Detraibilità fiscale del 19% della somma che copre il rischio morte (generalmente molto inferiore rispetto al risparmio);
  • Esenzione dal pagamento dell’imposta di successione in caso di premorienza;
  • Possibilità di costituire una sorta di salvagente per sé e per la propria famiglia, specie se si è monoreddito.

Svantaggi assicurazione sulla vita

  • Scarsa flessibilità;
  • Costi elevati.

Sicuramente si devono valutare attentamente tutti questi elementi su descritti prima di sottoscrivere un contratto.

Per altro, investire in una polizza vita non sempre è conveniente. Questo perché difetta dall’origine (assicurazione vita), e non dalla singola specie. Allo stesso tempo i risparmiatori più pigri, possono trovare comodo versare a mo’ di salvadanaio una certa somma al fine di garantirsi in futuro un gruzzolo con cui sopravvivere.

Conviene però pensare anche al futuro. In pratica non si può prevedere cosa accadrà fra 20 o 30 anni. Secondo gli esperti, l’ideale sarebbe gestire autonomamente il proprio risparmio, ovvero decidendo di investire con periodi relativamente brevi; si tratta di una soluzione atta a puntare su conti deposito, libretti postali o buoni fruttiferi.

Altra saggia decisione potrebbe essere quella di evitare le polizze miste e sottoscrivere un piano individuale pensionistico seguendo solo delle regole precise.

Fondi Pensione: come Pagare Meno Tasse? Vantaggi e Svantaggi della Tassazione Agevolata

fondo pensione . come pagare meno tasse?

fondo pensione . come pagare meno tasse?

Nella realtà che ci troviamo oggi, considerata una realtà economica abbastanza critica, è più che giusto tutelarsi e informarsi in merito agli strumenti che possono permette una maggiore stabilità futura a cessazione dell’attività lavorativa, soprattutto alla luce di un così grande squilibrio pensionistico rispetto al passato.

Oggi possiamo pensare ad una soluzione alternativa: i fondi pensione. Di essi tratteremo la tassazione e i vantaggi fiscali. Si parla di un trattamento di “favore”, che permette di risparmiare fino a 22.205 € in 10 anni di IRPEF sfruttando questo strumento. Funziona davvero in questo modo?

Quando conviene aderire a un fondo pensione solamente per fini fiscali?

Solitamente se si ha un reddito medio alto il fondo pensione interessa molto più per aspetti fiscale in quanto non ci sono dei vantaggi concreti. Se, si volesse guardare solo al vantaggio fiscale immediato, sicuramente la deduzione di 5.164 euro si fa interessante se hai un reddito molto alto.

Esempi pratici

Ragionando su 10 anni, è possibile rinunciare momentaneamente a 51.640 euro per risparmiare 22.205,20€ di imposte. Il vantaggio è legato al fatto di poter riavere i soldi nel medio-lungo periodo.

Se hai più di 50 anni, il gioco può valere la candela perché nel giro di 15-20 anni andrai in pensione e, quindi, riavrai i tuoi soldi. Nel caso contrario, se hai meno di 50 anni ed un reddito medio alto tutto dipende dalla convenienza e dalla condizione specifica:

  • Se 5.000 euro sono veramente pochi (tipo il 5% del tuo reddito annuo), allora considera questa opzione come un’ottimizzazione delle tue finanze;
  • in caso contrario, eviterei di vincolarmi per così tanto tempo anche perché, conoscendo lo Stato italiano, non mi fiderei così tanto per il futuro visto che è abitudine del legislatore cambiare idea. Da qui a 40 anni non cambierà solo questa legge, cambierà il mondo.

Come avviene l’adesione al fondo pensione?

Come aderire ad un fondo pensione?

Come aderire ad un fondo pensione?

La partecipazione alla previdenza complementare è una scelta libera e volontaria. L’adesione è legata al tipo di lavoro svolto:

  • Dipendente con contratto d lavoro tale da rendere possibile l’iscrizione ad un fondo pensione collettivo di riferimento per:
    • Il suo settore;
    • La sua azienda;
    • La sua regione.

Qui tutti i datori di lavoro saranno obbligati a versare al lavoratore un contributo alla forma pensionistica alla quale ha aderito. In alternativa all’adesione collettiva è possibile optare per l’adesione individuale a un fondo pensione aperto o a un PIP.

Infine è possibile decidere di iscriversi ad una forma pensionistica complementare diversa da quelle previste dal proprio contratto di lavoro.

C’è altro per investire e ottenere rendite?

Certamente sì, in quanto analizzando la nostra guida sugli INVESTIMENTI, è possibile trovare moltissimi strumenti, dalle diverse caratteristiche d’investimento, atte a portare a casa delle rendite migliori come anche degli investimenti adatti al proprio stile con rendite e propensione al rischio calibrate.

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