Market Mover sull’asset USD /EUR – Trading sull’euro-dollaro

Pubblicato da TommasoP il: 11 aprile 2018

Al fine di fare trading sull’euro dollaro e poter uscire vincitore è necessario conoscere i più importanti Market Mover della coppia.

Se sei un trader che vuole investire in questo settore, non puoi ignorare la conoscenza dii alcune caratteristiche legate all’asset come anche non puoi ignorare tutti gli eventi che direttamente o indirettamente influenzano l’asset.

Si noti però che tutto questo vale anche per le altre valute e per tutti gli altri asset.

Quello che noi in questa guida invece analizzeremo, sono 7 Market Mover legati all’asset euro dollaro che ne influenzano l’andamento.

Sappiamo anche che l’asset Euro Dollaro è di gran lunga la coppia più tradata nel mercato Forex.

Non potrebbe essere altrimenti! Perché?

Si tratta di un asset molto importante considerando anche l’importanza che esso riicopre. Per prima cosa, infatti esso è legato all’economia a cui le 2 monete in questione si riferiscono.

In particolare si devono analizzare sempre e comunque le economie statunitense e quella dell’Eurozona, che sono le più grandi del pianeta.

Un primato che viene anche testimoniato dal giro d’affari che limitatamente al Forex, l’Euro Dollaro muove. Oggi si parla di cifre che superano persino al debito pubblico italiano.

Il mercato forex è poi anche il primo mercato OTC che muove giornalmente trilioni di dollari in tutto il mondo.

Si noti infine che nonostante l’Euro Dollaro sia oggetto di interesse da parte di analisti ed esperti, più di quanto non lo siano le altre coppie, essa non risulta facile tradarla.

Ecco il nostro intento: facilitare il lavoro dei trader, soprattutto di quelli che hanno una minore esperienza e che in gergo sono considerati come trader principianti.

Noi in seguito analizzeremo tutti i market mover e faremo un riepilogo, categoria per categoria, al fine di valutarli anche in base alla loro incidenza sulla coppia.

Per inciso, i market mover rappresentano un elemento di fondamentale importanza. Si tratta sempre di notizie che hanno un impatto profondo sul rapporto tra le valute.

Prima di questo però analizziamo brevemente alcuni altri elementi.

market mover asset euro dollaro

Market Mover sull’asset USD /EUR

Cambio euro dollaro o EUR/USD: caratteristiche

Abbiamo detto che gli Stati Uniti come anche l’Europea sono le 2 maggiori potenze economiche.

Per questo motivo siamo certi che il dollaro americano rappresenta la valuta maggiormente scambiata e diffusa.

Al contrario l’Euro, è la seconda moneta diffusa al mondo e se vogliamo anche la più giovane.

Questo però, nonostante tutto vede contrapposti il vecchio continente con il nuovo continente, mettendo a confronto continuamente le 2 valute.

Nota bene che l’asset euro dollaro è la coppia più “tradata” nel mercato del Forex.

Per questo motivo, è molto importante anche analizzare il grafico con tutte le funzioni disponibili in tempo reale.

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Market mover Politica monetaria

market mover

market mover: Politica monetaria

Il primo market mover che analizzeremo è proprio quello legato alla politica monetaria. Essa ha un impatto diretto sul valore delle monete.

Il motivo? Molto semplice… tutte le banche centrali, definite come le uniche titolate per decidere sulla politica monetaria, possono agire sulle leve a loro disposizione. Questo comporta una modifica di fatto dell’offerta di valuta, ossia della quantità di denaro in circolo.

In pratica le leve con cui si potrebbe agire sono solitamente 2:

  1. Tassi di interesse;
  2. Quantitative Easing.

Nel primo caso si determinano i costi del denaro; nel secondo caso invece parliamo di un programma di acquisti di titoli di debito che di fatto immette nel sistema liquidità.

Nel momento in cui i tassi di interesse sono innalzati, allora è compressibile ed è facile notare come il denaro “costa di più”.

Questo vuol dire che si registra un restringimento della massa monetaria. In breve si assiste ad una riduzione del denaro circolante e questo, per la legge della domanda e dell’offerta indica un valore che tende a salire.

Ecco che se la Banca Centrale Europea alza i tassi, si presuppone che l’iniziativa deve essere intesa in senso rialzista sull’euro dollaro. Al contrario, invece, parliamo di un’iniziativa ribassista.

Questo vale a parti inverse. Cosa vuol dire questo? Che vale anche per la Federal Reserve.

Infatti se la banca centrale americana aumenta i tassi, allora l’Euro Dollaro subisce una spinta ribassista. Nel caso contrario, invece se si abbassano i tassi la spinta è rialzista.

Attenzione: tutto questo succede in teoria.

Nella pratica, sono tanti i correttivi che intervengono. Essi sono svariati fattori che ritardano o smorzano le dinamiche.

Un esempio potrebbe essere il grado di attesa della politica monetaria.

Qui, se gli investitori si aspettano una determinazione modifica dei tassi, non faranno altro che tendere a comportarsi come se questa modifica sia già stata apportata. In pratica quando i tassi vengono realmente ritoccati il mercato ha già scontato ciò che doveva scontare. Quindi non ci saranno effetti di sorta.

Allo steso tempo, le politiche monetarie delle 2 banche centrali sono divergenti. Si noti che la BCE persevera in una politica molto espansiva, sebbene abbia avviato il Quantitative Easing a morte naturale. Al contrario, invece, la Fed è posizionata su un percorso di progressivo inasprimento.

>>Leggi anche: Come fare trading forex con 100 euro: guida pratica per iniziare

Market mover Inflazione

Altro elemento molto importante quando si fa trading su di un asset valutario è il market mover Inflazione. Nel caso dell’asset euro dollaro, si deve anche analizzare il ruolo che l’inflazione gioca all’interno del mercato Forex. In pratica si tratta di un evento che necessariamente comprende il modus operandi delle banche centrali.

Si noti anche che le banche centrali, si pongono come scopo un solo obiettivo principale:

  • TENERE sotto controllo i prezzi.

In pratica i prezzi dovrebbero aumentare del 2% più o meno per ogni anno (almeno in Occidente, altre banche centrali mirano a variazioni diverse).

Se invece parliamo di un’inflazione maggiore, allora ci vedremo soggetti a una eccessiva perdita del potere di acquisto se non anche ad una erosione dei rendimenti degli investimenti finanziari per tutti i livelli.

Si tratterebbe di un’inflazione minore, o addirittura una deflazione nel caso in cui invece i prezzi scendono e quindi ci troveremmo di fronte ad un blocco di fatto dell’economia.

A questo punto ci si potrebbe chiedere: in che modo le banche centrali cercano di controllare l’inflazione?

Lo fanno solo e soltanto con la politica monetaria.

Questo vuol dire che ogni qualvolta un dato sull’inflazione viene pubblicato, tutti i trader ricevono un segnale in merito alle future iniziative della banca centrale, anche sulle prossime politiche monetarie.

In genere, al fine di leggere l’impatto di un dato sull’inflazione, possiamo prendere come punto di riferimento il medio periodo.

In pratica non si tratta solo di una costatazione in merito a quanto i prezzi stanno salendo o scendendo, ma si tratta di analizzare dettagliatamente quanto essi si avvicinano o si allontanano dal target del 2%.

Nota bene:

Un’inflazione in un senso e nell’altro che si avvicina all’obiettivo, viene considerata come un segnale positivo se non anche un impatta favorevolmente sulla valuta.

Di contro, nel caso in cui parliamo di inflazione che si allontana si deve intendere nel senso ribassista.

Tradotto in termini reali, vuol dire che nel momento in cui l’inflazione degli Stati Uniti si allontana dal 2%, l’euro si sta rafforzando.

Nel caso in cui invece si avvicinano, l’euro di indebolisce.

Questo vale lo stesso per l’inflazione dell’Eurozona. Nel momento in cui questa si avvicina al 2%, l’euro si apprezza; nel caso contrario, si deprezza. Si noti anche che al momento, gli Stati Uniti vantano una inflazione vicina al target, mentre l’Eurozona è anche molto lontana.

>>Leggi anche: Previsioni Euro Dollaro 2018: cosa ci dobbiamo aspettare secondo gli analisti?

Market mover Bilancia commerciale

Il terzo market mover analizzato riguarda la bilancia commerciale che altro non è se non un parametro che, per quanto snobbato da molti, è decisivo. Lo è al pari dei tassi di interesse, che incidono direttamente sulla massa monetaria e quindi sul valore relativo di una moneta.

Ma cos’è la bilancia commerciale?

Viene definita come la differenza che intercorre tra il valore dei beni esportati e il valore dei beni importati. Qui si deve prendere in esame differenza che se negativa, vuol dire che le importazioni superano le esportazioni. Qui si parla di deficit o disavanzo.

Al contrario, invece, nel caso in cui abbiamo una differenza positiva, allora sono le esportazioni a superare le importazioni, ed in questo caso parleremo di avanzo o di surplus.

Nel momento in cui la bilancia commerciale migliora, vuol dire che diminuisce il deficit e aumenta l’eventuale surplus. La valuta di riferimento trae dunque una spinta verso l’alto. Se invece la bilancia commerciale peggiora, allora la valuta tende a deprezzarsi.

Nel caso specifico degli Stati Uniti, essi vivono da sempre in una condizione di disavanzo. Questo vuol dire che gli USA sono un paese importatore. Al contrario, invece la faccenda si complica, se si analizza l’Europa.

Qui la politica dei prezzi è comune. Quindi l’inflazione tende a essere considerata complessivamente. Lo stesso non vale invece per la bilancia dei pagamenti. In breve, non devi far altro che analizzata la bilancia dei singoli stati membri.

Tuttavia, al fine di acquisire evidenze in prospettiva del trading, è possibile fare riferimento alle quatto economiche più grandi dell’Eurozona che sono:

  1. Germania
  2. Francia
  3. Italia
  4. Spagna

In mezzo poi a questo range di paesi, ve ne sono come sempre 2 a forte vocazione esportatrice che in questo caso sono:

  1. Germania;
  2. Italia.

Market mover PIL

Il PIL è definito come il Prodotto Interno Lordo ed oggi rappresenta un market mover che meglio di altri sintetizzare le condizioni economiche di un paese.

Si tratta di un market mover che assume un ruolo di arbitro, in quanto il PIL, per sua stessa natura, dice molto ma allo stesso tempo, non dice nulla.

Ad ogni modo, viene considerato come un market mover estremamente forte.

Allo stesso tempo, possiamo dire che nel momento in cui il PIL aumenta, allora la valuta di riferimento trae una spinta positiva.

Nel caso in cui invece il PIL diminuisce, allora la valuta di riferimento tende a deprezzarsi.

Allo stesso tempo, se prendiamo come punto di riferimento gli Stati Uniti possiamo notare come essi se la cavano meglio dell’Eurozona sotto questo punto di vista.

Vi è però anche da aggiungere che l’Eurozona sta intensificando il suo percorso di crescita. Ora, ci si deve chiedere:

  • Limitatamente all’Europa, quale PIL va considerato?

Quindi si deve fare una distinzione tra PIL dell’Eurozona nel suo complesso o quello dei paesi membri. In linea di massima, possiamo però dire, senza troppe complicanze che sono valide entrambe le alternative.

Il consiglio?

Monitorare sia il PIL dell’Eurozona che quello delle 4 principali economie più importante e che appunto abbiamo riportato in precedenza.

Market mover Dati sul lavoro

Anche questo è un market mover molto importante. Qui si devono analizzare categoria “dati sul lavoro” che in molti lo considerano come una pletora di market mover.

La ragione di questo risiede nel fatto stesso che è quella di ritenere prioritario ai fini analitici e strategici l’economia reale. Sappiamo bene che l’economia reale è fatta soprattutto di lavoro.

In linea di massima, è necessario tenere d’occhio alcuni elementi che sono:

  • Tasso di disoccupazione
  • Tasso di occupazione
  • Variazioni dell’occupazione in senso assoluto e quindi non in termini di percentuale.

E’ chiaro che in caso di apprezzamento della valuta, vuol dire che i dati migliorano.

Con particolare riferimento invece agli Stati Uniti, al classico tasso di disoccupazione, si deve anche aggiungere un market mover di fondamentale importanza: la variazione dell’occupazione non agricola, che in molti conoscono come ADP.

Si tratta di un parametro al quale molto spesso non viene data particolare attenzione, o almeno non alle stesse condizioni di come avviene per gli organismi europei.

Questo parametro è inoltre completato dai Non-Farm Payrolls, che sono delle variazioni del numero delle buste paga corrisposte in tutti i settori ad esclusione di quello agricolo.

Dal punto di vista del lavoro, gli Stati Uniti se la passano molto meglio rispetto ai cugini europei. Qui gli outlook sono comunque stazioni in entrambi i casi, anche se questa evidenza è letta in modo differente.

Negli Stati Uniti, potrebbe andare bene già così. Questo visto e considerato che sono vicini alla piena occupazione.

Sono svariati invece i paesi membri dell’Eurozona, e tra questi c’è purtroppo anche l’Italia, che soffre per una disoccupazione elevata e che sta scendendo troppo lentamente.

Market mover Fiducia e sentiment

Sono in tanti gli istituti, nelle 2 sponde dell’atlantico, che realizzano sempre dei sondaggi per conto di fonti ufficiali circa il sentimento di fiducia degli attori economici.

In questo caso, si parla di semplici consumatori, come anche di imprese o di investitori istituzionali.

Si tratta di dati molto importanti in quanto danno un’idea di come essi si comporteranno in futuro, se non anche delle aspettative che muoveranno le loro azioni.

E’ evidente che se un individuo crede che l’economia peggiorerà, allora tenderà a risparmiare. In questo modo, i consumi diminuiscono e allo stesso tempo, diminuisce il fatturato dell’imprese e di conseguenza peggiorerà l’economia reale.

La stessa dinamica psicologica potrebbe essere ricondotta agli imprenditori allo stesso tempo agli investitori istituzionali.

E’ chiaro che gli esprimenti di fiducia producono sempre un apprezzamento sulla valuta di riferimento. Al contrario, invece i dati che non esprimono fiducia producono un deprezzamento.

Allo stesso tempo, per quanto riguarda l’Eurozona, è bene guardare soprattutto agli studi tedeschi.

In molti casi, sono proprio i dati sulla fiducia dei tedeschi a incidere maggiormente sull’euro. Ecco che ad modo, si può affermare che il Vecchio Continente, vive un momento di ottimismo generale al contrario invece degli Stati Uniti in cui la situazione è stazionaria anche da questo punto di vista.

Market mover Imprese

Infine, l’ultimo market mover, per altro anche molto decisivo ed incidente riguarda le imprese dei principali settori:

  1. Manifatturiero
  2. Servizi
  3. Costruzioni

Ecco che i market mover più importanti da questo punto di vista sono quelli della serie PMI, che sta a significare Purchase Manager Index, nei calendari economici spesso noti come “indice dei direttori all’acquisto.

Il PMI è in genere strutturato intorno al valore 50, e questo funge da linea di demarcazione tra pessimismo e ottimismo.

L’indice è ricavato, anche in questo caso, con il metodo del sondaggio.

Si noti anche che l’importanza del PMI è testimoniata, non sono dalla ricca letteratura in merito, ma anche da elementi che per certi versi sono considerati come banali.

Qui si parla di direttori agli acquisti, che sono oggetto dello studio e che rappresentano figure chiave se non le uniche ad avere sempre e comunque il polso della situazione. Lo si riscontra soprattutto per ciò che riguarda il futuro di breve e medo termine.

Decidono, infatti gli input sulla scorta degli out.

Nota bene:

Se il PMI è in crescita o magari è semplicemente superiore alle attese, la valuta trae giovamento.

Nel caso contrario, invece se il PMI è in diminuzione o comunque delude, la valuta tende a perdere valore.

Ecco che sotto questo aspetto sia l’Eurozona che gli Stati Uniti godono di indici PMI discreti e comunque sopra al 50. Questo avviene anche nel caso in cui non viene mai pubblicato un PMI unico per tutta l’Eurozona.

Dunque, il nostro consiglio è quello di fare riferimento sempre ai PMI inerenti a:

  1. Germania
  2. Francia
  3. Italia
  4. Spagna

Market movers dell’area Euro

market mover

Market movers dell’area Euro

I market movers europei non sono di meno rispetto a quelli statunitensi. Allo stesso tempo, essi muovono un mercato molto importante. Per quanto riguarda l’area Euro l’attenzione oggi si concentra su alcune variabili fondamentali che sono per altro pubblicate periodicamente dall’Eurostat e che sono:

  • Consumer Confidence Indicator

Rappresenta l’indice di fiducia relativo ai consumatori, ovvero quello legato all’indagine svolta su un campione di consumatori.

  • Industrial Confidence Indicator

Altro non è se non l’indice di fiducia relativo alle imprese

  • Economic Sentiment Indicator

E’ l’indice sintetico sulla fiducia economica.

E’ chiaro che oltre ai dati macroeconomici legati alla comunità europea di solito vengono monitorati anche altri che sono legati all’economia tedesca, la quale sappiamo bene oggi rappresenta i 2/3 dell’economia europea.

In questo caso è molto importante e fondamentale che gli indici di fiducia delle imprese tedesche con l’indice ZEW del Centro di ricerca per l’Economia Europea di Manneheim, e in abbinato all’indice IFO dell’Istitute for Economic Research di Monaco, siano bene analizzati.

A questo si aggiungono anche 2 sotto-indici:

  1. Il primo inerente al clima corrente;
  2. Il secondo legato alle attese future.

L’indice ZEW (Zentrum für Europäische Wirtschaftsforschung)

L’indice ZEW lo possiamo considerare come un indicatore della fiducia degli imprenditori che serve a valutare l’andamento del ciclo economico. Da qui si parte anche per analizzare al meglio poi l’indagine che sono tenute mensilmente dal gennaio 1991 chiedendo ad un campione di 350 esperti di finanza delle principali aziende tedesche che sono:

  1. Banche
  2. Assicurazioni
  3. Aziende

Di queste si analizzano le previsioni proiettate a 6 mesi. Ognuno di queste viene catalogata in base ad una semplice affermazione:

  1. Positivo
  2. Nessun cambiamento
  3. Negativo

Qui viene anche preso in riferimento l’andamento dell’economia nel medio termine.

Il punto debole di questo indice è però legato al fatto che la ricerca valuta con maggiore attenzione le aspettative future piuttosto che approfondire le cause che motivano tali previsioni.

L’indice IFO (Information und Foschung)

Altro indice che deve essere preso in esame è l’indice IFO che agisce come un indicatore sulle aspettative dello sviluppo economico in Germania.

Questo indice prende in esame 7000 aziende tedesche a cui viene chiesto anche una loro opinione sulla situazione attuale dell’economia e le loro aspettative future. Nota che le risposte possibili anche in questo caso sono 3 e sono:

  1. Buono
  2. Soddisfacente
  3. Scarso

Tutte le voci viene ponderate in base all’importanza del settore di riferimento delle singole aziende.

Si tratta di una crescita degli indicatori, soprattutto se superiore alle attese in quanto porta ad un miglioramento delle attese sull’economia, con conseguente salita degli indici ed un apprezzamento dell’euro contro le altre valute importante per gli operatori del mercato Forex delle coppie di valuta.

Quali sono gli altri market movers dell’Euro?

Ci sono poi altri market movers legati esclusivamente all’area Euro anche se sono meno importanti ma comunque da monitorare al fine di predire efficacemente tutti i movimenti sul mercato Forex delle coppie di valuta che sono:

  1. Il tasso di riferimento, per altro fissato dal Consiglio direttivo della BCE;
  2. I dati sulla disoccupazione (Euro area unemployment rate), fornito da Eurostat.

Ci sono poi anche dei mover che possiamo considerare come “non convenzionali” corrispondenti agli eventi inattesi o a drastiche dichiarazioni rilasciate dalle figure più importanti.

Alcuni esempi recenti di questa categoria sono:

Il Long Term Refinancing Operation (LTRO)

Definito anche come piano di rifinanziamento a lungo termine, prevede un programma di prestiti bancari effettuati dalla BCE il quale è nato all’inizio della crisi del debito sovrano dei paesi europei.

Le decisioni prese dalla Fed in merito al Tapering

Si tratta di un programma di allentamento del Quantitative Easing corrispondente alla creazione di moneta a debito da parte della banca centrale e della sua iniezione, con operazioni di mercato aperto, nel sistema finanziario ed economico.

Eventi politici che hanno minato alla coesione dell’Unione Europea

Qui si deve prendere come punti di riferimento:

L’esito del referendum consultivo, noto come “Brexit“

Questo è avvenuto il 23 Giugno 2016 nel Regno Unito. Si tratta di un referendum che ha sancito la volontà dei cittadini britannici di uscire dall’Unione Europea.

L’esito del referendum avvenuto il 2 Ottobre 2016 in Ungheria

Qui è stato chiesto ai cittadini se accettano o meno la ripartizione di quote di profughi decisa dall’Ue. In questo caso, però non venne raggiunto il quorum del 50% necessario per legge. Allo stesso tempo, il 98% dei votanti hanno detto NO ai profughi e all’Unione Europea.

L’esito in Austria della più lunga campagna elettorale presidenziale dal dopoguerra

Questo lo si deve all’annullamento del voto di maggio per la colla difettosa delle buste del voto postale, che si è tenuto come ricordiamo bene il 4 dicembre 2016.

L’esito del referendum costituzionale avvenuto il 4 dicembre 2016 in Italia

In questo caso, si è avuta una larga partecipazione (il 65,47% degli elettori), con la schiacciante vittoria del NO (59%) ai cambiamenti alla costituzione proposti dal Governo Italiano che decretò la fine del Governo Europeista di Renzi ma non la caduta del governo che a seguito di un rimpasto venne imposto un altro governo tecnico.

Market Mover Euro

Possiamo concludere quindi dicendo che per l’Euro ci sono tanti fattori in gioco i quali ne determinano l’andamento.

Il mercato Forex delle coppie di valuta offre anche diverse possibilità di guadagno grazie principalmente alla possibilità di “fare leva” anche se bisogna sempre guardare e leggere con attenzione tutti i principali market mover a disposizione.

Per fare trading sappiamo bene che serve tanta esperienza e ottime capacità di interpretazione dei fatti economici.

Market mover sull’asset euro dollaro: Considerazioni e opinioni degli esperti

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Market mover sull’asset euro dollaro

Molti analisti consigliano in caso di investimenti sui mercati forex, di non sottovalutare l’analisi fondamentale e che come tale non deve essere in nessun caso essere sottovalutata da un trader. Ecco anche uno dei motivi per il quale quando scegli idi investire sui mercati finanziari come anche sui mercati forex e nello specifico sull’asset euro dollaro deve necessariamente conoscere bene tutti i market mover.

Ecco che nel caso nostro, la coppia EUR/USD è decisamente la più importante fra quelle del Forex. Infatti l’eurozona come anche gli Stati Uniti d’America sono le 2 aree economiche tra le più influenti presenti nel commercio intenzionale.

Quali sono i più importanti Market Mover per il Trading su euro dollaro?

Complessivamente i market mover relativi a EUR/USD sono tanti. Noi non possiamo elencarli tutti, ma abbiamo cercato di analizzare e riportarti quelli che sono i più importanti.

Ve ne sono alcuni che influenzano maggiormente l’andamento del cambio euro dollaro.

Per altro, fare trading sull’asset euro dollaro vuol dire anche far parte del mercato con i volumi più alti del mondo, dove ogni notizia a favore o contro una delle 2 aree economiche possono incidere fortemente sul movimento della coppia di valute.

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