Analisi Fondamentale del Forex

Pubblicato da Roberto Ricci il: 23 Luglio 2014 - Aggiornato il: 12 Febbraio 2019
2 Views

analisi fondamentale disoccupazioneFino ad ora ci siamo concentrati sulla cosiddetta analisi tecnica, ovvero l’analisi dei prezzi dei mercati finanziari, con particolare riferimento al Forex. In questa lezione invece presentiamo la cosiddetta analisi fondamentale, terminologia a parte, è davvero fondamentale per comprendere meglio tutta la logica dei mercati finanziari. Se con l’analisi tecnica si studiano i movimenti dei prezzi e i loro trend, con l’analisi fondamentale si cercano di capirne le cause. Se ad esempio possiamo definire un trend su azioni Pirelli come un trend rialzista, possiamo trovare le ragioni di questo trend nella pubblicazione dei dati sull’ultimo bilancio di trimestre. Un esempio molto semplice, ma allo stesso utile per comprendere ciò di cui stiamo parlando.

Definizione di Analisi Fondamentale

Prendendo in considerazione anche l’esempio appena illustrato, possiamo ora fornirvi una definizione di analisi fondamentale più accademica e precisa. L’analisi fondamentale è quella tipologia di studio che valuta le condizioni e le cause che producono determinate variazioni nei prezzi di mercato, come ad esempio quello del Forex. L’analisi fondamentale può comprendere fattori sia micro che macroeconomici, che partono dalle condizioni redditizie e patrimoniali di un’azienda, per arrivare a dati macro come la disoccupazione e l’inflazione.

Quali dati influiscono sul Mercato Forex

Trattandosi di valute e di coppie valutare, l’analisi fondamentale del Forex non può che comprendere dati macroeconomici, ovvero che fanno riferimento alla macroeconomia. Questi dati sono ad esempio:

  • Il PIL o Prodotto Interno Lordo: si tratta del valore complessivo dei beni e servizi prodotti da un paese in un determinato periodo (es. anno, mese, trimestre). E’ particolarmente importante per il Forex in quanto un incremento del PIL aumenta la domanda di moneta a scopo transativo;
  • Il Consumo;
  • Il Risparmio: ovvero la differenza tra il reddito e il consumo. Importante in quanto può essere investito in moneta e obbligazioni. Un incremento del risparmio potrebbe portare ad un aumento dell’investimento in moneta;
  • L’Investimento:  si tratta di quei beni e servizi impiegati dal paese per incrementare le proprie capacità produttive;
  • Domanda e Offerta: per domanda (aggregata) e offerta (aggregata) intese come le quantità di beni e servizi offerti o richiesti da un sistema economico nel suo complesso. Se vi è un eccesso di offerta vi è una successiva diminuzione di produzione ( e viceversa);
  • Inflazione;
  • Tasso d’interesse di mercato: se ne sente tantissimo parlare (tramite la BCE e la FED) ma non si approfondisce mai.  Questo ha la funzione di riequilibrare l’offerta e la domanda di una determinata moneta. Quando si aumentano i tassi d’interesse si ha un successivo calo degli investimenti, della domanda aggregata, del reddito  e della domanda di moneta per transazioni. Al contrario, quando si diminuiscono (così come sta avvenendo in Europa in questo momento), si hanno gli effetti contrari. Ovviamente, più una economia è “regolare” più questi meccanismi ottengono i risultati voluti.  Un altro effetto dell’aumento del tasso d’interesse è la diminuzione del risparmio in moneta, perciò oltre alla domanda di moneta a scopo transativo diminuisce anche la domanda di moneta a scopo speculativo;
  • Disoccupazione;
  • Occupazione: ormai, data la grande quantità di  tipologie di contratti ( a termine, a progetto, ecc.) e alla mobilità crescente, si tende a tenere separate le voci “disoccupazione” e “occupazione”, soprattutto nei paesi in cui c’è più mobilità (USA).  Tra i disoccupati figurano anche gli universitari, che sono in percentuale più elevata rispetto al passato e variano di paese in paese;
  • Aspettative degli operatori di mercato;
  • Politica della Banca Centrale di riferimento (per l’Europa è la BCE, per gli USA la FED);
  • La Politica Fiscale: provvedimenti in materia fiscale attuati da un governo nazionale o internazionale  (es. UE);
  • Il Bilancio dello Stato: importante sia nel suo saldo, sia nelle voci di entrata (es. tasse) e uscita (es. spesa pubblica)

 Dati “speciali”

Oltre ai dati macroeconomici appena elencati, ve ne sono alcuni altrettanto importanti, che potremmo definire “speciali” anche se ormai sono all’ordine del giorno. Questi sono:

  • Conflitti militari: le guerre possono influire sui dati macroeconomici come ad esempio le esportazioni, le importazioni, l’offerta, la domanda ecc. Si pensi al conflitto tra Russia e Ucraina e alle varie minacce riguardanti l’offerta del gas. Oppure, come in passato e come ancora spesso accadono, i conflitti in cui c’è di mezzo molto petrolio;
  • Disastri ambientali: le condizioni climatiche e la pura sfortuna lasciano ogni anno sempre più il segno sul loro percorso. Il primo elemento che può essere colpito da un disastro ambientale è un raccolto. In questo caso,  una tipologia di prodotto particolare può influire non solo sul mercato delle materie prime, ma anche sulla macroeconomia e quindi anche sulle valute.

logo
TradinGo ! Il nuovo canale TELEGRAM gratuito con Opportunità di Trading e Analisi giornaliere offerte da Andrea Di Marco - Trader Indipendente.
ISCRIVITI - è GRATIS !
Mi Iscrivo Gratis

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Europar2010.org

Avviso di rischio - I CFD presentano un alto rischio di perdere denaro rapidamente a causa della leva finanziaria. Tra il 74% e l’89% di investitori al dettaglio perdono denaro a causa delle negoziazioni in CFD.

Leggi articolo precedente:
Buon Broker Opzioni, cosa deve avere

Un buon broker opzioni deve per forza di cosa avere degli elementi che lo contraddistinguano dalla media, oltre che dalla...

Chiudi