Quanto è importante Ethereum per la creazione del Web3?

Pubblicato da Trader il: 21 Maggio 2022

Che le criptovalute siano diventate importanti lo si capisce da quanto la parola Bitcoin sia ricercata in Rete.

Ma il vero cambiamento sta sulle spalle delle nuove generazioni delle valute digitali – e nello specifico, molte di queste evoluzioni sono basate sulla piattaforma Ethereum, che consente di impiegare la blockchain per ottenere effetti diversi, tra cui i progetti di finanza decentralizzata e gli NFT, token univoci che permettono di assicurare la proprietà di un bene fisico o digitale.

Ethereum è costruito per il Web 3.0

La tecnologia che sta alla base di questa valuta digitale ha già tutte le premesse per essere “aperta”, ovvero offrire delle grandi possibilità di sviluppo – una cosa che non avviene con il Bitcoin. Prova ne sia che tutto il mondo di sviluppatori indipendenti (quindi che non seguono le tecnologie tradizionali di BigTech) si sta orientando verso soluzioni basate su Ethereum – e si parla di 60-70% dell’industria totale.

E questo ha portato la valuta a diventare il nuovo oro digitale, surclassando il Bitcoin. Attualmente i valori di cambio Ethereum EUR sono molto alti, e la capitalizzazione della valuta digitale ha raggiunto circa 350 miliardi di dollari, ovvero il 40% in più del valore di Bitcoin (che tra l’altro, per sua stessa natura è ormai in esaurimento), raddoppiando nel corso di un solo anno.

I dubbi sullo sviluppo di Ethereum

Ma non è tutto rose e fiori: i dubbi sulle possibilità di Ethereum rimangono, soprattutto dato esistono altre piattaforme, sviluppate successivamente, che hanno le carte in regola per competere nello stesso “spazio” di ETH (quali per esempio Cardano e Solana). Anche gli esperti, in questo mercato così nuovo e così volatile, non sono concordi sulle prospettive future, e questo influisce, come si vede bene attualmente, sulle quotazioni di Ethereum, che continuano a essere altalenanti.

I problemi di questa blockchain sono soprattutto tecnici: attualmente, la rete di ETH riesce ad assorbire la transazione di circa 30 operazioni al secondo, un limite troppo basso per consentire un’ampia diffusione su larga scala. E nonostante il cambio del modo di gestire la blockchain, che dovrebbe avvenire a breve basandosi su un sistema di “partecipation work,” questo potrebbe non essere sufficiente per difendersi da concorrenti quali Solana, che consente già oggi velocità di transazione di migliaia di operazioni al secondo.

Ethereum è però partito prima

La vera arma segreta di ETH rispetto ai suoi concorrenti più dotati potrebbe però essersi assicurata diverse lunghezze di vantaggio, soprattutto nella creazione di smart contracts. Questa funzione, che definisce un’operazione automatizzata che avviene al verificarsi di certe condizioni prestabilite, è fondamentale per i progetti di finanza decentralizzata, e fa sì che la posizione della valuta creata da Vitalik Buterin sia comunque solida.

Quello che resta da vedere è se e come gli sviluppatori continueranno a lavorare per aggiornare le caratteristiche tecniche della blockchain in modo da mantenerla competitiva nel futuro: il web 3.0 è infatti un progetto di dimensione epocale che cambierà in modo sostanziale il modo con cui ci rapportiamo con la Rete, dove il cosiddetto “web semantico” porterà a un’integrazione più stretta fra Intelligenze Artificiali e utenti umani.

Ed è probabile che molti degli scambi che vi avverranno passeranno su una piattaforma basata su blockchain: resta solo da capire quale.

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