Bitgrail: la più grande truffa sulle criptovalute in Europa?

Pubblicato da Trader il: 23 Febbraio 2021

Anche le criptovalute vengono prese di mira da malintenzionati o gruppi di hacker. Le truffe sulle criptovalute si sono impennate negli ultimi anni, considerato che ormai queste nuove monete digitali sono entrate a far parte della nostra quotidianità. Dal trading di criptovalute fino all’utilizzo per acquisti online, chiunque può avvicinarsi a questa tipologia di asset.

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Ne hanno fatta di strada le criptovalute: dalla creazione del Bitcoin nel 2009, dove solo in pochi conoscevano questo nuovo asset, fino a oggi, dove addirittura una società del calibro di Tesla investe nei bitcoin acquistandone per un valore pari a 1,5 miliardi di dollari.

Ma dall’altro lato, anche i truffatori si sono fiondati con maggiore insistenza sul mercato digitale delle criptovalute. Avvantaggiati dall’anonimità di queste nuove valute e dalla presenza di moltissimi investitori alle prime armi, il mondo delle criptovalute ha subito furti più o meno eclatanti. Tra i quali spicca sicuramente il caso dell’exchange Bitgrail, una storia tutta italiana.

Bitgrail: l’ascesa del primo exchange in Italia

Bitgrail

Navigare in sicurezza su Internet è molto importante, visto che i nostri dati personali (ed economici) fanno gola a molti hacker e malintenzionati. Specialmente se vogliamo operare con le criptovalute, dobbiamo alzare il nostro livello di sicurezza. Antivirus e sistema operativo sempre aggiornato, copie di backup e magari anche una connessione VPN attiva.

Che cosa è una VPN? Si tratta di una rete privata virtuale, un servizio accessibile a chiunque, che permette di navigare protetti dalla crittografia AES a 256 bit, garantendo sicurezza e anonimato. Inoltre è fondamentale custodire le proprie criptovalute con grande attenzione, a partire dall’exchange scelto per acquistarle (un exchange è una società che offre una piattaforma per acquisto e vendita di criptovalute).

Bitgrail nacque nel 2017 a partire dall’idea di Francesco Firano, un giovane ingegnere fiorentino che fin da subito aveva fiutato l’importanza che le criptovalute stavano acquisendo sempre di più. Considerato da tutti come un punto di riferimento nella community italiana delle cripto, il suo sito di exchange aveva raggiunto quota 230.000 iscritti in tutto il mondo.

Eppure, nonostante questa forte crescita in un breve periodo di tempo, la piattaforma di Bitgrail era tutt’altro che sicura e ha portato a un furto di criptovalute di dimensioni colossali: 11.500.000 XRP Nano (una criptovaluta fondata nel 2015) furono rubati da un gruppo di malintenzionati.

E solo recentemente si è scoperto che potrebbe essere coinvolto lo stesso fondatore di Bitgrail, trasformando questo furto nella più grande truffa sulle criptovalute in Europa.

Cos’è Bitgrail oggi: dall’attacco hacker al fallimento

A inizio 2018 è lo stesso fondatore di Bitgrail a rivolgersi alla Polizia Postale: la sua piattaforma aveva subito un attacco hacker, dove i malintenzionati erano riusciti a sottrarre 11.500.000 XRP Nano, dal valore di circa 120.000.000 di euro.

Il fondatore collaborò sempre con le indagini, additando la colpa del furto ad un bug nel codice della criptovaluta Nano. Nonostante ciò, gli investigatori non esclusero mai l’ipotesi di un coinvolgimento del fondatore nel furto, per via di varie dichiarazioni contrastanti sia da parte sua, sia da parte di suoi soci e collaboratori.

L’indagine fu condotta dalla Polizia Postale in collaborazione con l’FBI americana, mentre nel frattempo l’exchange Bitgrail arrivò alla chiusura per fallimento nel corso del 2019. Oggi rimane solo il sito dell’exchange Bitgrail bloccato e gestito dai curatori fallimentari da quando Bitgrail fu costretta a dichiarare bancarotta.

Ma a fine indagini, il fondatore di Bitgrail è stato accusato di frode informatica, auto-riciclaggio e bancarotta fraudolenta. Infatti, gli investigatori erano riusciti a svelare il mistero dietro l’attacco hacker a Bitgrail. E la scoperta ribaltò tutte le carte in tavola.

La storia di Bitgrail: ecco cosa è realmente accaduto

Tramite complesse attività di intercettazione e di analisi informatiche sui database di Bitgrail, fu scoperto che gli attacchi hacker erano inizialmente avvenuti a Giugno 2017. E la cosa più sconvolgente, è che il fondatore di Bitgrail era a conoscenza del furto avvenuto e consapevolmente decise di non rimediare ai danni.

Infatti, gli hacker avevano sfruttato una vulnerabilità della criptovaluta Nano. Però, il team americano di sviluppo dietro la criptovaluta, aveva rilasciato differenti metodi per risolvere il problema ed eliminare quindi questa falla di sicurezza (che non fu mai risolta sulla piattaforma di Bitgrail).

Comportandosi in tal modo, gli hacker ebbero la strada spianata per perpetrare i furti di criptovalute ai danni degli utenti di Bitgrail. Al tempo stesso, Bitgrail continuò a operare come niente fosse accaduto, continuando ad accettare nuovi utenti sul sito dell’exchange. E così facendo, il fondatore di Bitgrail continuava a guadagnare tramite le commissioni sui depositi e sulle transazioni di compravendita.

Inoltre, tra fine 2017 e inizio 2018, la criptovaluta Nano aveva subito un forte rialzo nel valore: passò da $3,17 a $20,45. Considerato il furto subito, in quel momento Bitgrail non possedeva nemmeno la disponibilità economica per coprire i wallet personali degli account registrati sulla piattaforma (e ciò avrebbe potuto portare a problemi con i prelievi).

Non depone a favore poi il fatto che il fondatore di Bitgrail, proprio tre giorni prima di esporre denuncia, aveva trasferito 230 Bitcoin (al tempo del valore di 1 milione e 700.000 euro) dalla sua piattaforma al suo conto personale un altro sito di exchange maltese (“The Rock Trading”).

Per evitare truffe su criptovalute scegliete un exchange sicuro

Gli investigatori stanno ancora cercando di capire chi sono gli hacker dietro il furto e se ci fosse un contatto tra Bitgrail e il gruppo di malintenzionati. Le accuse però rimangono pesanti: frode informatica, auto-riciclaggio e bancarotta fraudolenta.

Dopo aver conosciuto una storia del genere, è facile capire che il primo passo da compiere se volete investire in criptovalute, è sicuramente quello di scegliere solo i migliori exchange di criptovalute. Usate sempre un sito di exchange affidabile per effettuare le vostre transazioni.

Cercate recensioni su Internet, ma anche nei forum delle community di appassionati e investitori di criptovalute. Leggete attentamente i termini e condizioni, provate a contattare il servizio clienti per verificare i tempi di risposta e solo successivamente aprite un account su un exchange.

Provate inoltre a depositare una piccola somma con la quale fare la compravendita di criptovalute e testate i metodi di prelievo. Solo quando avrete la certezza, in prima persona, del livello di sicurezza dell’exchange, passate allora a investire somme più grandi. Infine, è sempre consigliato custodire le proprie criptovalute su dei wallet differenti da quelli dei siti di exchange.

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