Dichiarazione dei redditi Plusvalenze Forex – unico – F24

Pubblicato da TommasoP il: 16 Ottobre 2018 - Aggiornato il: 15 Gennaio 2021

Come è già noto, i proventi derivanti da attività di trading online sono soggette a tassazione da parte del fisco Italiano. Questi introiti sono inseriti nella dichiarazione dei redditi nel mese di Giugno di ogni anno tramite modello unico o modello 730.

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Prima di procedere oltre con la spiegazione di come e quando effettuare il pagamento degli introiti, tenevamo a precisare alcuni punti fondamentali in merito al trading online.

Dichiarazione dei redditi
Trading online

Tassazione trading forex plusvalenze

Tassazione trading
Tassazione trading online

Tutti i trader che operano in questo settore devono compilare la dichiarazioni dei redditi. Ci sono però delle piattaforme che operano come sostituti di imposta; in questo caso il trader non è dovuto a nessun pagamento. Diversamente, se si opera sui mercati facendo trading on-line con piattaforme di intermediari autorizzati estere, si deve necessariamente procedere alla compilazione del Modello Unico o del modello 730 persone fisiche (per le società modello apposito).

Tutti i trader che devono effettuare la dichiarazione, devono procedere alla compilazione (nel modello unico) del quadro RT (plusvalenze di natura finanziaria). Nel dettaglio, bisognerà collocare l’importo della plusvalenza all’interno della sezione ll-B e precisamente nel rigo RT41.

Questa è definita la sezione appropriata per dichiarare tutti i ricavi che provengono da operazioni di trading online.

>>Leggi anche: Perché perdo i miei soldi con il trading online ?

Come dichiarare i proventi?

Vantaggi del trading online
Trading online: come effettuare la dichiarazione

Tutti i proventi che derivano da attività di trading online sono soggette a tassazione (26%). Questi come detto, devono essere inseriti all’interno della dichiarazione dei redditi. Ad oggi esistono 2 regimi fiscali con cui è possibile effettuare il pagamento di questa tassa:

  1. Regime sostitutivo;
  2. Regime dichiarativo.

Tassazione regime sostitutivo

Nel caso di regime sostitutivo la dichiarazione viene automatizzata. In pratica il trader ogni qualvolta realizza una plusvalenza si vede trattenuta e versata l’imposta da versare allo Stato.

Il contribuente sarà esentato (in questo caso) da qualsiasi obbligo di natura fiscale. E’ il broker che se ne assume il compito e la responsabilità di farlo per conto del trader.

Tassazione regime dichiarativo

Nel secondo caso, invece, parliamo di regime dichiarativo.

In questo caso le cose sono ben diverse e il trader deve obbligatoriamente provvedere in maniera autonoma al pagamento delle imposte derivanti da eventuali plusvalenze registrate nell’attività di trading online.

Il trader sarà tenuto a specificare l’ammontare dei proventi. Lo deve fare tramite presentazione del modello unico inerente alla dichiarazione dei redditi.

>>Leggi anche: Trading online è una truffa ? Funziona davvero ?

Dichiarazione dei redditi: quali operazioni devono essere dichiarate?

Trading online
Trading online: quali sono le operazioni da inserire in dichiarazione?

Rientrano nella categoria appartenenti alle rendite finanziarie tutte le seguenti operazioni e tipologie di investimento:

  1. Attività di trading online;
  2. Future;
  3. Option;
  4. Contratti forward.

Nel caso in cui invece si sono verificate delle minusvalenze durante le operazioni di trading, si deve compilare il rigo RT45, e riportare la differenza. Su questa verrà poi calcolata l’imposta di capital gain (26% salvo quei titoli che beneficiano della imposta al 12,5% ).

Al momento la normativa di riferimento è art. 67 comma 1 lett. comprese da c-bis a c-quinques del TIUR.

E’ consigliabile sempre farsi assistere da un esperto del settore fisco, come ad esempio il tuo commercialista, o in alcuni casi, potresti anche chiedere consulenza a delle società specializzate che offrono supporto on-line per le compilazioni dei proventi derivanti da trading online.

Imposta sostitutiva del 26%: come calcolarla?

Ricordiamo ancora una volta che tassazione imposta per queste rendite è del 26%. Al fine di effettuare il calcolo dell’imposta, si devono sommare tutte le vendite e tutti gli acquisti che hanno generato un guadagno inerente all’anno precedete a quello in cui si effettua la dichiarazione.

Per anno precedente a quello della dichiarazione deve intendersi il periodo di tempo compreso tra il 01 Gennaio e il 31 Dicembre.

Quando pagare con il modello F24?

Il pagamento dell’imposta del 26% degli introiti derivanti da trading online devono essere dichiarati tramite modello F24. Questo come detto avviene solo per i trader che scelgono il regime dichiarativo.

In questo caso, il modello F24 deve essere compilato anche nella sezione dedicata alle plusvalenze.

Il pagamento avviene in concomitanza con il pagamento delle altre tasse, comprese quelle versate a titolo di acconto. Le scadenze sono sempre le stesse:

  1. 30 giugno;
  2. 16 luglio (in questo caso si applica una maggiorazione della tassazione dello 0,40% a titolo di interesse corrispettivo).

Nel caso in cui si utilizzi il modello Unico, le scadenze per il pagamento del versamento è:

  1. 30 giugno: pagamento del saldo e acconto;
  2. 30 novembre: acconto anno successivo.

Modello F24 e codice tributo: come effettuare il pagamento?

Al fine di procedere con il pagamento delle imposte deve essere compilato il modello F24 al cui interno devono essere indicati e specificati i seguenti codici specifici:

  • 2724: codice utilizzato al fine di effettuare il pagamento dell’imposta sostitutiva su plusvalenze;
  • 1100: codice relativo all’imposta sostitutiva su plusvalenze realizzate da cessione a titolo oneroso di partecipazioni non qualificate;
  • 1242: codice utilizzato per le imposte riferite a redditi di capitale derivante da fonti estere;
  • 4043: codice inerente alla dichiarazione di un’imposta sul valore delle attività finanziarie.
    Si tenga presente che le attività finanziarie a cui si fa riferimento questo codice riguardano solo e soltanto quelle detenute all’estero da parte delle persone fisiche residenti nel territorio dello stato Italiano, in base a quanto disposto dall’articolo 19, c. 18, D.L. 201/2011 convertito in Legge 214/2011;
  • 4047: differisce dal precedente per coloro che effettuano il pagamento come acconto prima rata.

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