Come identificare un trend

Pubblicato da TraderRob il: 15 Agosto 2015 - Aggiornato il: 12 Febbraio 2019
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Con l’analisi tecnica è dunque possibile cercare di comprendere quali siano i trend in formazione e – possibilmente! – cercare altresì di capire quando un trend è in corso di esaurimento e di inversione. Ma come poter individuare correttamente un trend?

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Individuare un trend: non proprio un gioco da ragazzi

Purtroppo per tutti i neofiti, è bene ricordare che l’individuazione corretta di un trend non è sempre facile. Anzi, è probabile che, soprattutto per i trader alle prime armi, gli errori siano dietro l’angolo. Ma come si evolve un trend?

Iniziamo con l’osservare il grafico di cui sotto:

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Come possiamo vedere, i punti di massimo e i punti di minimo sono crescenti, poichè crescente è il trend (potete averne conferma unendo i punti di minimo, nella trendline distinta in nero nel grafico di cui sopra). Dal grafico riuscite anche a scorgere come, in realtà, l’andamento della linea segua quello che è comunemente definito come “il respiro” del trend.

In altri termini, il trend non cresce mai in maniera graduale e continua, ma attraversa delle fasi crescenti e decrescenti, come se stessimo inspirando (fase 1), ed espirando (fase 1). Più tecnicamente, è possibile ricordare come nella fase 1 il mercato agisca in maniera impulsiva, con la domanda che prevale sull’offerta. Nella fase 2 avremo invece correzioni di vari anatura, con il mercato che vira – almeno parzialmente – rispetto ai suoi precedenti auspici.

Nel trend crescente, come potete facilmente scorgere dal grafico sopra riportato, le fasi “1” (quelle che potremo definire anche come “inspirazioni” o movimenti impulsivi), sono più ampie delle fasi “2” (o, per utilizzare un gergo già fruito, le “espirazioni”, o movimenti di correzione). In questo modo il trend riesce a garantire punti di minimo e di massimo più elevati dei precedenti, permettendo alla trendline di formarsi con congruità.

Per quanto ovvio, le stesse considerazioni – ma di segno opposto – possono essere formulate in relazione al trend decrescente. Date un’occhiata a questo grafico:

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Trend: caratteristiche delle fasi 1 e 2

Detto ciò, possiamo compiere un ulteriore piccolo approfondimento sulle fasi 1 e 2. Nella prima fase, infatti, notiamo come i movimenti di prezzo siano in linea con il trend, siano più ampi delle fasi di correzione e, generalmente, durino più a lungo in termini di tempo (ma non sempre: è infatti possibile che l’impulsività del mercato porti a un incremento molto significativo, in un ristretto arco temporale).

Inoltre, come avremo modo di comprendere in un prossimo approfondimento, più acuto è l’angolo della prima fase, e più duraturo sarà il trend assunto dall’asset.

Di contro, la seconda fase rappresenta un movimento contrario al trend dominante, con variazioni che generalmente sono più lievi della fase 1. In opposizione a quanto abbiamo avuto modo di affermare nella prima fase, i movimenti sono inoltre meno ampi nel tempo (ma, come abbiamo visto, non sempre).

Se quanto sopra è sufficientemente chiaro… arriva il momento di una parziale smentita: in realtà, infatti, le cose non sono così semplici come sopra abbiamo avuto modo di esprimere. Il perchè è facilmente spiegato in questo grafico, più prossimo al concreto andamento di un titolo in un arco temporale sufficientemente ampio dal poter apprezzare il trend:

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Come potete vedere, le fasi, al loro interno, non sono contraddistinte da andamenti continuativamente crescenti o decrescenti, ma sono caratterizzate da piccole retrocessioni e avanzamenti di varia entità, che rendono ancora più difficile individuare il trend di riferimento. Proprio per questo motivo i trader non si limitano a osservare un grafico asetticamente, ma aggiungono ulteriori elementi di valutazione come i volumi, i supporti, le resistenze, o ancora l’analisi per candele, ecc.

Individuare un trend, ancora qualche approfondimento…

Nelle precedenti occasioni abbiamo cercato di introdurre il concetto di trend, e provato a illustrarne le principali caratteristiche grafiche e sostanziali. È giunto ora il momento di compiere un ulteriore passo in avanti nella delineazione dell’identificazione del trend, andando ad approfondire i tre principali metodi fruiti per poter “trovare” le tendenze in corso di formazione: massimi e minimi crescenti / decrescenti, trendline e medie mobili.

Massimi e minimi crescenti

Del primo metodo abbiamo già avuto modo di parlare in altri approfondimenti. Si tratta infatti di un modo per individuare un trend crescente, partendo dall’individuazione dei 3 “tradizionali” punti riscontrabili in una tendenza in formazione: un primo massimo, un secondo minimo (più elevato dei minimi precedenti) e un terzo punto massimo più alto degli altri.

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Sebbene non vi siano delle “certezze” nell’individuazione del trend attraverso tale metodo (ma vi sono poi realmente delle certezze nel trading online?), il nostro consiglio è quello di non approcciare a cavalcare la tendenza prima della formazione del terzo punto, che dovrebbe confermare, potenzialmente, la nascita di una tendenza in ascesa o in discesa. In altre parole ancora, sebbene entrare nel mercato tardivamente non sia certamente l’ideale di ogni buon trader, è bene ricordare come nel trading online l’attesa può essere buona consigliera e, soprattutto, una fedele alleata che vi condurrà lontano dall’illusione del facile guadagno.

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Per quanto ovvio, anche dopo il terzo punto di formazione non vi sono certezze di un guadagno derivante dal prolungamento del trend che abbiamo cercato di immaginare. Tuttavia, anche se il trend può invertirsi in qualsiasi momento, entrare dopo la formazione del terzo punto dovrebbe potervi garantire qualche sicurezza in più o, se preferite, un discreto contenimento degli errori.

Tenete inoltre conto che fino a quando non si sono formati sufficiente punti di massimo crescenti (almeno due o tre), il mercato non è riuscito a esprimere una direzione precisa e, dunque, è ben possibile dichiarare che la domanda e l’offerta stanno faticando a prevalere l’una sull’altra. Tali spostamenti laterali vengono prima o poi interrotti dalla formazione di un trend crescente o decrescente, e proprio la conferma attraverso i punti minimi e massimi potrebbe fornirvi una buona base di partenza per individuare correttamente il da farsi.

Trendline

Le trendline, o linee di tendenza, sono un altro metodo molto semplice per cercare di identificare correttamente un trend. A ben vedere, le trendline potrebbero essere interpretate, per certi versi, come una prosecuzione della tecnica che abbiamo appena avuto modo di vedere (quella dei punti minimi e massimi), visto e considerato che la loro formazione consiste proprio nell’unire almeno tre punti massimi (nel caso di trend decrescente) o tre punti minimi (nel caso di trend crescente).

Per poter essere efficace, la linea di tendenza non deve essere interrotta da altri movimenti di prezzo, e deve cercare di toccare quanti più punti possibili: maggiori sono i massimi e i minimi intercettati dalla trendline, e maggiore sarà l’attendibilità di questo metodo. Di contro, nell’ipotesi in cui la linea di tendenza sia interrotta da qualche “infrazione” di prezzo, la stessa trendline perderà di efficacia o, di contro, potrà fornire un potenziale segnale di inversione di tendenza.

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Così come l’analisi con i punti minimi e massimi, però, è bene cercare di ricondurre la trendline a quel che è: un buon supporto decisionale per cercare di interpretare correttamente i trend in atto ma, di contro, non certo un “oracolo” per orientare i nostri comportamenti sul trading online. Pertanto, se cercate di analizzare un trend sulla base della trendline, abbiate cura di farlo in sintonia con altri metodi che possano sostenere le vostre convinzioni sulle direzioni di prezzo, o meno. Supporti e resistenze, analisi dei volumi e altri dati, potrebbero venire in vostro soccorso.

Medie mobili

Il terzo metodo di individuazione di un trend è quello delle medie mobili, tema sul quale torneremo diffusamente anche nel corso delle prossime settimane. La media mobile è la media dei prezzi degli ultimi n giorni, e può dunque essere considerato come una statistica utile non solo a comprendere come si è comportato il prezzo di un asset in un periodo di tempo più o meno ampio (l’ampiezza temporale viene scelta dal trader, sulla base dei propri scopi), quanto soprattutto per cercare di capire se l’attuale prezzo sia superiore o inferiore alla media mobile calcolata.

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Come già anticipato, pur tornando sul tema prossimamente e in maniera diffusa, possiamo certamente ben comprendere fin da questa sede introduttiva che se il prezzo sta accelerando, allontanandosi rapidamente dalla media mobile, significa che la fiducia del mercato è piuttosto elevata circa un potenziale incremento ulteriore del prezzo stesso.

Le cose, naturalmente, non sono così semplici. Tuttavia, utilizzando la media mobile in sintonia con altri strumenti di analisi, e utilizzando più medie mobili con differenti archi temporali, riuscirete certamente ad ottenere un pratico supporto all’elaborazione di una vostra strategia di investimento…

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Identificazione del trend: opinioni

Anche se può sembrare strano, utilizzando la media mobile in sintonia con altri strumenti di analisi, è una delle migliori soluzioni ai problemi di trading. Se poi utilizzate più medie mobili con differenti archi temporali, allora riuscirete anche ad ottenere un pratico supporto al fine di elaborare la vostra migliore strategia di trading. E' ovvio che un'ottima piattaforma in questo caso è essenziale.

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