Come comprare Uber IPO 2019? Quanto vale? Quotazione e grafico in tempo reale

Pubblicato da TommasoP il: 25 ottobre 2018

Non tutti sanno che la Uber IPO 2019 è l’Initial Public Offering, ovvero un evento aspettato da tutti a New York e soprattutto a Wall Street.

Molti la considerano come la IPO più importante del nuovo millennio visto e considerato che in ballo ci sono tantissime occasioni. Noi in questa guida cercheremo di analizzarle.

E’ molto importante comprendere come fare per comprare azioni UBER, ma ancor prima di questo è più importante comprendere come funziona e cosa sta per accadere con la UBER IPO 2019.

Come comprare Uber IPO 2019 e Lyft IPO?

Uber Dara Khosrowshahi

Uber Dara Khosrowshahi amministratore delegato

Una domanda a cui cercheremo di dare risposta in tempi brevi. La corsa tra Uber e Lyft è già iniziata e con essa prenderà il via anche la quotazione in borsa dei due colossi del car sharing e del noleggio auto con conducente.

Uber ha ricevuto proposte di valutazione da parte di Goldman Sachs ed anche da parte di Morgan Stanley. Questa ha valutato il servizio di condivisione del viaggio a 120 miliardi di dollari, secondo un Wall Street Journal.

Il valore di Uber posto a 120 miliardi di dollari, rappresenta più di quanto General Motors e Ford combinate assieme hanno ricevuto come finanziamenti.

Va sottolineato però che mentre Uber sta ottenendo una valutazione incredibile e veloce, Lyft, è stato recentemente valutato a 15,1 miliardi di dollari. Questa sembra avere il vantaggio di iniziare la quotazione pubblica.

L’azienda con sede a San Francisco ha già scelto JPMorgan Chase come sottoscrittore principale, a cui fanno seguito Credit Suisse e Jefferies nel tentativo di rendersi pubblica già a partire dai primi mesi del 2019. Questo è almeno quanto riportato dal Wall Street Journal.

Nel frattempo ci sono tantissime proposte di valutazione che Uber ha ricevuto e che si verificano in genere prima che una società selezioni i sottoscrittori per renderla pubblica.

Anche l’amministratore delegato di Uber, Dara Khosrowshahi, ha dichiarato nel settembre scorso, che la compagnia era “in pista” per una IPO già dal 2019.

Khosrowshahi è ora al timone di Uber da quando, l’anno scorso, è stato cacciato il controverso fondatore Travis Kalanick. E’ Khosrowshahi che potrebbe veramente pensare ad un debutto pubblico all’inizio del 2019, in un periodo in cui il mercato dell’IPO è ancora caldo.

Kathleen Smith, il presidente della società di ricerca IPO Renaissance Capital, afferma:

quest’anno si sta vivendo uno degli anni migliori del mercato IPO in più di un decennio. Ci sono stati 42 miliardi di dollari raccolti nelle IPO finora quest’anno. Un aumento del 62% rispetto allo stesso periodo del 2017, secondo quanto affermano i dati Renaissance Capital.

UBER e LYFT non vogliono farsi scappare questa occasione.

>>Leggi anche: IPO: Come funziona l’offerta pubblica iniziale? Cosa sono? Come investire? [Guida completa alle IPO]

Uber IPO: che cos’è e come funziona?

A questo punto non ci resta che comprendere bene che cos’è e come funziona la società di trasporto finanziata da Google.

Possiamo definire Uber la società nata e con sede a San Francisco la quale consente di fornire un servizio di trasporto auto privato. Questo avviene per mezzo di un’app mobile che mette in collegamento diretto passeggeri e autisti. Gli stessi sono pagati da UBER.

Vi è poi l’altra App, quella dedicata al noleggio delle case e degli appartamenti AirBnb considerato da sempre uno dei capisaldi della cosiddetta sharing economy.

Il servizio di noleggio auto e di biciclette di Uber è oggi disponibile in ben 77 nazioni e come tale copre ben 617 città presenti in tutto il mondo.

Le vetture si possono riservare tramite l’app per iPhone ed Android. A questo servizio ci sono poi connessi anche i seguenti servizi: mangiare take away e noleggiare biciclette.

In Italia Uber è attivo dal 2013. A seguito di svariate controversie legali è oggi disponibile solo e soltanto nella versione più costosa, denominata UberBlack o noleggio da rimessa con autista. 

Si tratta a ben vedere di una società creata nel 2009 nella Silicon Valley da Garett Campo insieme a Travis Kalanick.

Il nome originale del servizio era UberCab, il quale venne poi cambiato e tagliato in “Uber” nel 2011, in seguito alle proteste dei tassisti in moltissime città USA. Ci fu un investimento, proprio agli inizi della storia, nel 2009 per Uber di ben 250 mila dollari.

L’azienda fece un enormi profitto già dall’anno successivo, portandosi a 1.25 milioni di dollari. L’anno 2011 invece, Uber ha fatto registrare un attivo senza precedenti in gran parte degli Stati Uniti.

Negli anni a venire, poi, arrivano moltissimi investimenti e moltissime collaborazioni tra cui anche dei finanziamenti (soldi) da parte di Google.

>>Leggi anche: Quali sono le migliori Azioni da Comprare nel 2019

UBER azioni: Quanto vale in tempo reale oggi?

Partiamo dalla domanda: la IPO UBER avrà successo? Per rispondere a questa domanda analizziamo quanto affermato dagli analisti.

Gli analisti, paragonano le azioni UBER a quelle di Apple o di Microsoft. Il margine lordo di Apple è percentualmente in previsione maggiore, però, rispetto a quello di UBER azioni.

Molti consigliamo, se si vogliono comprare le azioni UBER e non si vogliono pagare troppe commissioni, di operare direttamente con le piattaforme di trading online come ad esempio eToro che permette di investire su azioni senza possederle, come avviene per tutte le piattaforme di trading online, e che offre anche la possibilità di investire su azioni con i CFD copiando le strategie di investimento degli altri trader.

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Come si è evoluta UBER negli anni?

In pochi anni Uber ha avuto un forte incremento. A patire dal 2012, da quando si è allargata in Europa, India, Africa. L’incremento è stato notevole.

Nel 2015, poi, nasce UberEats, grazie alla quale puoi ordinare mangiare da asporto (take away).

Agosto 2017

A seguito di numerosissime proteste in merito allo spionaggio aziendale, alle truffa e alle molestie, il CEO Travis Kalanich abbandona l’azienda. Il comando passa in mano di Dara Khosrowshahi.

Oggi Uber crea ben più di 15 milioni di viaggi al giorno in tutto il mondo. Per essa lavorano oltre 15 mila persone in totale nel mondo. Anche se ha subito moltissime angherie e le sfide non sono mancate, i risultati sono più che positivi.

In Europa, ha subito moltissimi stop e come tale è stata bannata per aver deciso di combattere i taxi e le licenze che loro pagavano care.

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Quali sono le più grandi e famose IPO prima di UBER?

Una delle principali IPO legata alla concorrenza è proprio l’IPO Alibaba. Questo viene considerato come l’Amazon asiatico con l’IPO di 25 miliardi di dollari. Molti la considerano l’IPO da record mondiale.

azioni uber principali concorrenti

Azioni uber principali concorrenti

A ben vedere oggi l’IPO UBER, che avverrà all’inizio del 2019 o al massimo entro la metà del 2019, secondo il Wall Street Journal, vale il doppio della recente valutazione di Uber di circa $ 70 miliardi.

Dal 2012 Uber è stata una delle startup più famose al mondo tanto da essere stata considerata come una delle più potenti in termini di profitto. Il problema è nato quando la cinese Bytedance Ltd. Ha superato UBER in quanto valutata $ 75 miliardi.

In base a quanto riportato dal Journal, sia Goldman Sachs Group Inc. sia anche Morgan Stanley, hanno presentato le proposte a Uber, lo scorso mese.

Con una valutazione pari a $ 120 miliardi, Uber deve offrire il 21% delle sue azioni al fine di diventare la più grande IPO di tutti i tempi.

Nonostante tutto, però, possiamo ancora oggi confermare che il record è detenuto da Alibaba Group Holding Ltd. Il conglomerato cinese ha quotato 25 miliardi di dollari di azioni le quali rappresentano circa il 15% delle azioni in circolazione sulla Borsa di New York.

Quali sono le startup tecnologiche del valore di miliardi di dollari 2019?

Ti sei mai chiesto quali sono le startup tecnologiche del valore di miliardi di dollari che possono essere quotate in borsa nel 2019? Ve ne sono almeno 6 di società tecnologiche che hanno lasciato intendere di poter diventare pubbliche nel 2019. Lo sono tutte con valutazioni enormi.

L’ultima azienda (della lista è la mining Palantir, fondata da Peter Thiel. Uber, Lyft, Slack, Airbnb e Instacart stanno osservando le IPO già dal prossimo anno.

Il 2019 si potrebbe considerare come l’anno delle IPO, un grande anno soprattutto per le IPO tecnologiche, con valutazioni che potrebbero raggiungere anche i 100 miliardi di dollari o più.

Uber e Lyft sono state molto chiare sulle loro ambizioni, ovvero quelle di diventare pubbliche. A queste se ne sono aggiunte altre, soprattutto del settore tecnologico e hanno iniziato a dichiarare le loro intenzioni in merito alle offerte pubbliche iniziali.

Uber vs lyft

Uber vs lyft

Le aziende che prima di altre devono essere prese in esame nel 2019 sono le seguenti:

Palantir

Considerata l’inafferrabile società di data mining supportata da Peter Thiel è da sempre conosciuto come l’ultimo gigante tecnologico da prendere in esame con IPO a fine 2019.

Palantir è al momento in trattative con Morgan Stanley. E’ sempre Wall Street Journal a riferisce che l’azienda sta anche contrattando con Credit Suisse. L’IPO Palantir potrebbe stimare la società fino a $ 41 miliardi.

Palantir prevede di incassare 750 milioni di dollari di entrate solo in questo anno. La società è nota anche per aver fornito strumenti di dati a società e governi grazie anche alla sua tecnologia che potrebbe essere stata utilizzata al fine di aiutare il governo degli Stati Uniti a rintracciare Osama Bin Laden.

Uber

Considerata come una grande leader, Uber è stata impegnata nel ridisegnare la sua immagine al fine di prepararsi all’evento di diventare pubblica nel 2019.

Goldman Sachs e Morgan Stanley hanno riferito di aver consegnato rapporti a Uber lo scorso mese, valutando la compagnia fino a $ 120 miliardi. Questo è quanto riportato dal Wall Street Journal.

Il tutto supera di gran lunga l’ultima valutazione di Uber per 76 miliardi di dollari dal round di finanziamento di agosto. E’ stato l’amministratore delegato Dara Khosrowshahi ad affermare che Uber diventerà pubblica nella seconda metà del 2019.

Khosrowshahi ha trascorso la maggior parte del suo tempo alla guida di Uber cercando di riguadagnare la fiducia dei suoi utenti e investitori. Lo ha fatto da quando il co-fondatore ed ex CEO Travis Kalanick ha lasciato l’azienda a causa di presunte molestie sessuali in seno ai dipendenti Uber.

Lyft

La si considera come la seconda più grande app di ride-ride. Si tratta di un’app che potrebbe anche superare Uber come IPO. Anche essa ha intenzione di diventare pubblica all’inizio del 2019.

Fonti vicine alla questione hanno affermato che Lyft ha assunto J.P. Morgan Chase al fine di guidare l’IPO a una valutazione pubblica superiore a $ 15 miliardi.

Slack

Da molti conosciuta, l’app di messaggistica aziendale Slack sta pensando ad una IPO da quasi due anni. Oggi è possibile considerarla pronta per debuttare sul mercato pubblico già dai primi mesi del 2019.

Slack potrebbe ricevere oltre 7 miliardi di dollari di valutazione, secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, che sarebbe in target per la valutazione di 7,1 miliardi di dollari ricevuta dal suo ultimo finanziamento.

Airbnb

Airbnb è stato molto più incerto rispetto ai suoi pari ad impegnarsi in una IPO nel 2019. Il CEO Brian Chesky ha affermato che anche se pronti per l’IPO il prossimo anno, non è in grado di dire se c’è la faranno o meno.

Chesky ha anche affermato di voler analizzare attentamente questa mossa considerando anche che deve essere prima di tutto vantaggiosa per gli investitori.

Instacart

Un anno fa, con l’acquisizione di Whole Foods da parte di Amazon, Instacart, la società di distribuzione di generi alimentari, ha rischiato di essere schiacciata in quanto dipendeva fortemente dagli affari di Whole Foods.

Quest’anno, invece, Instacart sembra pensare ad una IPO annunciando un finanziamento da $ 600 milioni che lo ha valutato a $ 7,6 miliardi.

Apoorva Mehta, l’amministratore delegato ha dichiarato a Forbes che l’IPO era nell’aria anche se ancora i tempi certi non li si conosce.

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Azioni UBER: tra le IPO più potenziali a Wall Street?

wall-street

Wall strett

Molti trader affermano che Uber è tra le IPO più ricercate e attese del momento. Come abbiamo visto è stata fondata nel 2009 e da allora ha ricevuto moltissimi finanziamenti anche da SoftBank Group Corp oggi considerato il suo maggiore azionista al pari di Google.

Uber abbiamo anche detto che ha molte rivali, compreso Lyft che si sta attivamente preparando ad entrare in borsa nel 2019.

Lyft ha assunto la società di consulenza IPO Class V Group LLC; invece Uber è ancora molto indietro con i suoi preparativi. Allo stesso tempo Uber ha assunto Nelson Chai come direttore finanziario a partire dall’Agosto 2018, occupando un posto vacante di lunga data e aprendo la strada alla sua tanto attesa IPO.

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Come e perché investire su Uber?

Nel caso in cui si vogliono comprare delle azioni, si deve conoscere molto attentamente sia la storia sia anche le potenzialità dell’azienda.

Nel caso specifico, anche se Uber ha meno di 10 anni, è una società che è riuscita a creare una vera e propria rivoluzione all’interno del settore trasporti soprattutto in America.

All’inizio, però, l’azienda ha subito delle perdite catastrofiche oltre che essere oggetto di svariati scandali i quali hanno coinvolto dirigenti e anche il fondatore ed ex CEO Travis Kalanick, accusato di violenze sessuali in azienda.

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UBER azioni: concorrente dei taxi?

Molti la considerano tale in quanto UBER è entrato sul mercato come concorrente numero uno dei taxi. Il suo intento è stato da sempre quello di cercare di convincere a livello politico che un altro attore nel mercato dei taxi altro non avrebbe fatto se non migliorare la situazione attuale anche in vista di una futura concorrenza.

Dall’altro lato però vi è l’opposizione dei taxisti che da sempre hanno pagato migliaia di euro/dollari le licenze, mentre UBER è entrato sul mercato senza pagare nulla.

Analizzando anche quanto detto fino a questo momento in merito alla società Uber possiamo veramente paragonarla a una compagnia di taxi.

In pratica grazie all’app store e Android è possibile ricercare i conducenti di auto e allo stesso tempo questi ricercano clienti. Ci si può dunque contattare in tempo reale. I clienti possono contattare i conducenti tramite l’app Uber dai loro smartphone, pagando alla fine della corsa. I conducenti utilizzano il GPS e la tecnologia correlata per trovare i percorsi più efficienti.

Il costo di ogni viaggio viene calcolato tramite algoritmi che includono dei fattori come ad esempio:

  1. Distanza percorsa;
  2. Tempo trascorso in viaggio;
  3. Traffico potenziale.

Si tenga presente che UBER si riserva un guadagno sul prezzo della corsa pari al 30%. Sono i conducenti obbligati a pagarla.

A New York i taxisti si sono aggiornati e oggi li possiamo definire multi brand, ovvero hanno sui propri cellulari app come:

  • UBER;
  • LYFT;
  • JUNE;
  • VIA.

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Uber e auto robot: Guida autonoma

Negli Stati Uniti, Uber è entrata nel mercato dei taxi a partire dal 2015. Essa ha avviato una collaborazione con gli ingegneri di alcune importanti università di robotica.

La società ha creato una sua struttura chiamata Advanced technology center, al cui intero operano 500 dipendenti tra ingegneri e informatici. Si stima che nei prossimi 10 anni l’investimento nella robotica dovrebbe raggiungere il miliardo di dollari.

Grazie all’aiuto del comune di Pittsburgh, il paese in cui ha sede l’azienda, sono state predisposte delle zone speciali per lo stazionamento delle auto in attesa di clienti e sono state costruite delle mappe dettagliate di tutte le strade cittadini.

In un primo momento le auto hanno un conducente umano al fine di avere un maggior controllo in termini di sicurezza e funzione di controllo. Questo ha segnato un grande passo verso il futuro e molti credono che acquistare un’auto elettrica come ad esempio TESLA sarà molto conveniente per i seguenti motivi:

  • Compri una Tesla che costa più della media delle altre autovetture;
  • Prendi delle sovvenzioni pubbliche per la riduzione dell’inquinamento in quanto elettrica;
  • Quando non la usi la metti a disposizione di UBER che la mette a profitto in modo automatico;
  • Si parcheggia da sola lontano dalla tua residenza dove costa meno.

Quali sono i trucchi di UBER per essere così remunerativa?

Il business dell’azienda è molto chiaro e ben definito. Il suo obbiettivo è affittare dei conducenti con auto che offrono il loro servizio di trasporto a dei potenziali clienti.

Uber non è proprietaria dei veicoli; essi appartengono ai singoli conducenti. La società ha perfezionato dei servizi che sono molto simili a quelli utilizzati dai taxi e lo ha fatto per diversi tipi di individui, con varie offerte.

In pratica è stata creata una svariata lista di diversi conducenti al fine di offrire il proprio servizio a diversi livelli di clienti, sia ricchi che poveri, offrendo a questi la possibilità di scegliere se condividere o meno la corsa con altre persone e dunque pagare meno.

Esistono infatti diverse autovetture e servizi come Uber X, Uber Black e Uber Pool; sono tutte opzioni che i clienti possono scegliere nel momento in cui aprono l’app e decidono il tragitto da comprare.

Al momento questo servizio è presente in molti stati, ma in Europa trova ancora delle resistenze soprattutto in Italia. Qui è permesso solo il servizio di noleggio da rimessa chiamato Uber Black.

Uber è una società molto redditizia e rende l’offerta dinamica. Modifica i prezzi a seconda dell’aumento della domanda e dall’aumento del traffico.

Nel momento in cui la domanda aumenta in una determinata area, anche l’algoritmo usato per stimare i costi del conducente viene modificato. Quindi aumenta il prezzo per km/miglia.

Maggiore è la domanda rispetto al numero di conducenti disponibili e maggiore è l’aumento del prezzo del trasporto.

Altra caratteristica dell’azienda (considerata come vantaggio) è legato alle autovetture che non sono di proprietà come avviene per le compagnie di taxi e come tale non è limitata.

In America ci sono delle leggi locali che stabiliscono un numero massimo di taxi autorizzati, come avviene ad esempio a New York City.

Uber è stato finora libero di inondare il mercato anche se adesso presso New York City, è stata presa la decisione di limitare le licenze Uber e delle società car sharing al fine di fermare la congestione del traffico nella grande mela.

Questo è uno dei motivi per il quale in Europa i sindacati dei taxisti hanno manifestato per bloccare l’entrata di Uber nel mercato.

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Come Investire in UBER azioni?

Molte volte abbiamo detto che è possibile investire in azioni tramite piattaforme di trading online regolamentate ed autorizzate come quelle che in seguito noi riporteremo. Esse offrono la possibilità di investire tramite piattaforme regolamentate ed autorizzate che permettono di fare trading CFD su azioni.

Le azioni di UBER sono per molti trader un sogno. Essi non aspettano altro che poterle tradare. Tutto quello che si deve fare adesso è analizzare le diverse piattaforme e scegliere quella che meglio si presta alle proprie esigenze.

In questo modo è possibile, tramite il conto demo, analizzare la piattaforma, prendere confidenza e investire al rialzo o al ribasso su azioni.

>>Leggi anche: Piattaforme Trading Online regolamentate: Le migliori 2018 [Lista]

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