Pubblicato da: Roberto Ricci- il: 26-02-2015 1:42 Aggiornato il: 30-03-2017 9:08

Trading Automatico

Pubblicato da: Roberto Ricci- il: 26-02-2015 1:42 Aggiornato il: 30-03-2017 9:08

cosa è il trading automaticoSui siti web di mezzo mondo per anni si sono sviluppate le leggende più disparate, facendo pensare ai lettori che esistesse una sorta di software che ogni giorno pensasse al posto nostro scegliendo le migliori azioni su cui puntare e facendo trading automatico mentre noi su una spiaggia contavamo i dollari insieme ai delfini. Non è proprio così, ma non è neanche l’esatto opposto, nel senso che il trading automatico esiste ma non è esattamente ciò che sta alla base del paradigma con i dollari e i delfini.

Passando quindi alla realtà, possiamo invece dire che il trading automatico è dato da una serie di funzioni del software di negoziazione (Robot opzioni binarie), che ci consentono di impostare dei livelli dei prezzi i quali costituiscono gli input per l’apertura e la chiusura di una posizione. Tutto qui. Ora, però, spieghiamo per bene cosa vuol dire.

Primo concetto: la posizione

Nel trading, per posizione si intende un trade attivo. Quando si apre una posizione, entriamo in gioco e da quel momento le variazioni di prezzo influiranno sul nostro investimento:

posso aprire una posizione “long”, cliccando su “compra” o “acquista
posso aprire una posizione “short” cliccando su “vendi”

La chiusura di una posizione invece è data dal momento in cui decidiamo di uscire dal trade e quindi sarà il momento in cui ci tornerà il denaro investito insieme al profitto o al netto delle perdite.

Secondo concetto: le quote

La quota sarebbe il prezzo di un determinato asset in un determinato istante. Durante le ore di contrattazione, le quote variano continuamente e questi movimenti possiamo notarli sia dalle cifre che accompagnano i titoli, sia dai grafici in tempo reale che ci danno una informazione completa circa l’andamento dei prezzi nel periodo precedente (pochi minuti, poche ore, pochi giorni, poche settimane ecc.).

Passare all’azione

Le quote sono molto importanti per spiegare il trading automatico poiché se ad esempio un titolo resta attorno ad una determinata quota ma sappiamo che accadrà qualcosa che potrebbe farlo rialzare di molto (o semplicemente ci aspettiamo un rialzo) possiamo impostare la piattaforma di negoziazione in modo tale che l’acquisto avvenga soltanto quando il titolo toccherà una determinata quota.

Esempio:
seguo le azioni BMPS da diverso tempo e so che tra qualche giorno ci sarà il bilancio di chiusura dell’anno precedente. Il titolo fluttua ma con moderazione. Sono abbastanza convinto che il bilancio non sarà dei migliori, perciò decido di puntare al ribasso. Tuttavia, non lo faccio subito, perché per essere sicuro che il titolo scenderà, imposterò la vendita con uno start ben preciso. Se le azioni ora stanno 0,50 dico che scenderanno fino a 0,40 ma per esserne sicuro voglio vendere soltanto quando il titolo toccherà, scendendo, quota o,47. In questo caso, approfitterò del fatto che vi sia davvero un discreto ribasso e quindi aspetterò che si attivi automaticamente la funzione di vendita a 0,47.

Questo esempio era su un ribasso e quindi una vendita. Lo stesso si può fare benissimo nel caso opposto, ovvero quello in cui prevedo un rialzo e quindi imposto uno start per l’acquisto.

Gli Stop

Veniamo ora a quegli elementi che sono davvero l’essenza del trading automatico: gli stop. Nel trading online esistono quattro tipi di stop:

  • Stop Loss
  • Stop Limit
  • Stop Operativo
  • Stop Garantito (non sempre)

Abbiamo aggiunto “non sempre” allo stop garantito poiché non è offerto da tutti i broker e gli stessi broker che lo offrono non lo prevedono per tutti i titoli. Ad ogni modo, vedremo più avanti di che si tratta.

Ora, fate attenzione: tutti questi ordini partiranno in automatico, ma saremo NOI a impostarli, per farli partire come e quando decidiamo noi. Non ci sarà nessun robottino magico a prendere le decisioni al posto nostro.

Cosa è lo Stop Loss?

Lo Stop Loss è un ordine che consente di proteggersi dalle perdite. Per Loss infatti si intende proprio “perdita” e perciò letteralmente significa “fermare la perdita”. Impostando uno stop loss, diciamo al software di negoziazione di fermarsi nel caso in cui la direzione del prezzo si muova nella direzione a noi sfavorevole, di fermarsi se raggiunge una determinata quota.

Esempio:
Decido di aprire una posizione di acquisto sulle azioni Tizio&Caio a 4,50€ ma dopo qualche ora queste iniziano a perdere terreno a più non posso. Bene, se non impostassi lo Stop Loss, potrei perdere anche all’infinito (si pensi ad un ribasso del 10%). Invece, avendo impostato uno stop loss a 4,40€ so che se le azioni arriveranno a 4,000 non continuerò a perdere neanche se arrivassero a 3,999. Una volta che il prezzo scende fino a toccare precisamente quota 4,000 parte in automatico l’ordine di stop che ci chiude la posizione e ci fa uscire dall’operazione.

Come è facilmente intuibile, lo stop loss è un ordine di trading automatico fondamentale se si vuole essere certi di non incappare in ribassi (o rialzi) repentini contro la direzione da noi pronosticata.

Stop Limit

Lo Stop Limit è, al contrario dello Stop Loss, un ordine di trading automatico per bloccare i profitti. Ma come, vi chiederete, dobbiamo fermare i nostri profitti? Letta così può sembrare un po’ strana come cosa, ma in realtà lo stop limit è un modo per fare cassa quando il titolo raggiunge un prezzo che ci accontenta e quindi sul quale ci sta bene chiudere la posizione.

Quindi, se ad esempio compro a 1,50 e mi sta bene chiudere la posizione se il rialzo arriva a 1,70 imposterò 1,70 come stop limit e raggiunta quella quota la piattaforma chiuderà automaticamente la posizione.

Stop Operativo

Quando si parla di trading automatico solitamente l’ostacolo più comune è quello di capire lo stop operativo. Infatti, se stop loss e stop limit sono facili da capire, non è lo stesso anche per lo stop operativo.
Lo stop operativo è un ordine che consente dal trader di piazzare un ordine di tipo Stop Loss che però aggiorni automaticamente la chiusura del profitto nel caso in cui il mercato si muova a favore del trader.
Vediamo qui di seguito alcune modalità per impostare uno stop loss:
1. Inseriamo uno stop operativo ad un dato prezzo. Ad esempio, se l’azione viene venduta a 40$ per titolo, sarà possibile piazzare uno stop operativo sulle perdite a 37,50$ per azione
2. Inseriamo un importo massimo di perdite: in questo caso, la piattaforma dotata di questa funzione calcolerà la quota dello stop operativo relativo a questo importo
3. Inseriamo la differenza o distanza in pip dal prezzo corrente: in questo caso la piattaforma calcolerà la quota dello stop loss in relazione a questo importo
4. Inseriamo una percentuale del prezzo corrente: anche in questo caso la piattaforma calcolerà la quota dello stop loss in relazione a tale percentuale

Esempio di stop operativo:
11.50 Facebook negozia a 45.51$/45.73$ (prezzo di vendita e di acquisto)
11.50 inseriamo un ordine di mercato con stop operativo di 50 pips ovvero 0.5 dollari pari al -1.1% per acquistare 100 azioni Facebook.
Acquistiamo 100 azioni Facebook a 45,73$

A questo punto lo stop loss iniziale si attiverà quando Facebook venderà a 45,01$ cioè (45.51$ – 0.5$)
13.05 I prezzi di Facebook iniziano ad ottenere rapidamente rialzi e raggiungono 47,60$ (il nuovo prezzo Stop perciò diventa 47,10$)
14.10 I prezzi di Facebook continuano a segnare rialzi e arrivano a 49,75$ (il nuovo prezzo Stop diventa perciò 49,25$)
15.15 I prezzi di Facebook iniziano a scendere rapidamente e arrivano a 42,51$. Con un prezzo Stop Price impostato a 49,25$, la piattaforma di negoziazione esegue lo Stop Loss a questo importo.
A questo punto lo stop Stop Loss sarà stato eseguito.
Facendo un bilancio dell’operazione, avremo 100* (49.25$–45.73$) = 352$.
Nel caso non avessimo impostato lo stop operativo ma avessimo impostato soltanto lo stop loss, la invece di fare profitto avremmo perso molto.

Lo Stop Garantito

Veniamo ora allo stop garantito, che come anticipato prima non è un ordine di trading automatico offerto da tutte le piattaforme e anche quelle che lo offrono non consentono di applicarlo a tutti gli strumenti.
Con lo stop garantito si imposta un limite assoluto alle perdite potenziali di una posizione. In pratica, anche se il mercato su cui operiamo subisce delle variazioni improvvise ed importanti (ampi rialzi o ribassi repentini contro la nostra posizione), la posizione verrà chiusa esattamente al prezzo specificato dallo stop garantito, senza alcun rischio di arretramento.

Questa particolare forma di cura per il trader prevede alcune condizioni ed anche costi. Infatti, per lo stop garantito si applica un extra spread che non è neanche rimborsabile se tale condizione non si verifica. Inoltre, per poter essere impostato, va scelta una quota abbastanza lontana dal prezzo di scambio. In pratica, si può definire come una assicurazione per eventuali fluttuazioni straordinarie.

Facciamo un esempio di trading con l’esecuzione di uno stop garantito. Prendiamo le azioni Google:

All’inizio i prezzi di vendita e acquisto sono 498$/500$
Compriamo 10 azioni Google e impostiamo uno stop garantito. L’extra spread, ovvero il costo dell’assicurazione sarà di 10$.
Impostiamo lo stop garantito a 450$, temendo che Google possa essere attaccata dagli alieni (un esempio semplice semplice)
Se gli alieni scendono davvero e si impossessano di Google, questa potrebbe scendere fino a 400$ ma il nostro stop garantito ci farà chiudere la posizione a 450$ invece che a 400$.

Alla fine, con lo stop garantito avremo perso 510$ cioè (4500$ – 5000$– 10$).
Senza stop garantito avremmo perso 1000$ cioè (4000$ – 5000$).

Pubblicato in: Trading Cfd

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