Pubblicato da: Trader- il: 27-06-2016 15:08

Brexit: dopo uscita Gran Bretagna cosa avverrà adesso in Borsa

Pubblicato da: Trader- il: 27-06-2016 15:08

La Gran Bretagna ha deciso di uscire dall’Europa e la scelta avvenuta con un referendum destinato ad entrare nella storia ha sorpreso, e non poco, gli investitori. La crisi delle borse dello scorso venerdì e la svalutazione della sterlina sono stati fenomeni amplificati a seguito proprio della sorpresa Brexit. Se si vuole comprendere cosa avverrà nei prossimi giorni a seguito della Brexit, infatti, non si può non analizzare quello che è avvenuto prima del referendum inglese stesso.

brexit

La possibile uscita della Gran Bretagna dall’Ue, infatti, era ritenuta poco probabile ma invece gli inglesi sono stati chiari: Gran Bretagna via dall’Europa. Le scarse chance della Brexit sui mercati si erano tradotte in forti acquisti su tutti i panieri a partire dal settore bancario. Il dato della Borsa di Milano nella seduta del giovedì precedente al referendum è stato, sotto questo punto di vista, molto emblematico. Addirittura, restando sul fronte azionario, alcuni titoli del settore bancario avevano approfittato del probabilissimo Remain per rilanciarsi dopo i recenti forti crolli. La sconfitta della Remain e la vittoria della Brexit ha fatto scattare le ricoperture alle quali poi si sono aggiunte le prevedibili forti vendite. Questo discorso e il fatto che la Borsa di Milano sia imbottita di azioni delle banche spiega il perché Piazza Affari ha fatto peggio della Borsa di Londra.

Euro Sterlina conseguenze sui cambi con il dollaro

La caduta delle borse è stato solo uno degli effetti della Brexit. Appena è stata confermata l’uscita della Gran Bretagna dall’Europa, infatti, la sterlina è scesa ai minimi storici nel cambio con il dollaro. Anche nell’ambito valutario valgono le stesse considerazioni fatte in relazione all’azionario. La vera e propria svalutazione della sterlina rispetto al dollaro è stata amplificata dal fatto che nei giorni precedenti alla Brexit, la sterlina si era invece molto rafforzata. L’effetto dirompente, quindi, è da imputare alla scarsa prevedibilità dell’evento Brexit. La crisi di borsa di venerdì si è quindi chiusa per la sterlina con un calo superiore al record negativo del 1985. Non è quindi un caso che molti analisti abbiamo parlato di svalutazione storica. Più contenuta la perdita nei confronti dell’Euro con la valuta britannica che si è attestata a 0,815 grosso modo valore toccato nel giugno 2014. Non c’è stato quindi alcuno shock nel cambio Euro Sterlina a seguito della Brexit mentre il dollaro è emerso nel ruolo di valuta rifugio. Stesso discorso vale per lo Yen Giapponese.

La svalutazione della sterlina rispetto alle altre valute è un ben o un male. Fermo restando che la verità inizierà a delinearsi soprattutto nei prossimi giorni e al detto (per quanto possibile) del peso della speculazione, la risposta a questa domanda può riservare delle sorprese. La Borsa di Londra, infatti, a seguito della Brexit non è caduta ma ha tenuto la posizione e questo è avvenuto perché il mercato ha fiutato le opportunità che derivano dalla svalutazione. Con l’uscita della Gran Bretagna dall’Europa, conviene quasi investire in azioni inglesi della Borsa di Londra perché i loro utili, grazie alla svalutazione della sterlina sul dollaro e sull’euro, aumenteranno gli utili.

Svalutazione sterlina con Brexit ed effetto competitività

Come ha mostrato l’andamento della Borsa di Londra, la svalutazione nel breve periodo può essere una occasione. La capacità delle autorità inglesi sta quindi ora nel riuscire a trarre spunto dai vantaggi del breve periodo. Secondo Tom Enders amministratore delegato del gruppo aeronautico europeo Airbus Group, è innegabile che con l’addio all’Europa la Gran Bretagna vada incontro ad un periodo di sofferenza ma quello che succederà prossimamente sarà un rafforzamento del Regno Unito in termini di competitività soprattutto nei confronti dell’Europa ma anche nei riguardi del mondo in generale.

La paura riguarda appunto quello che avverrà adesso nei prossimi giorni. Come sempre avviene quando c’è incertezza ecco che si aprono spazi per i beni rifugio e non è quindi un caso che uno degli effetti della Brexit sia l’aumento della quotazione dell’oro. Il prezzo all’oncia dell’oro potrebbe però arrestarsi se emergesse chiarezza sul futuro della Gran Bretagna. La vera partita è quindi su questo punto.

Brexit cosa avverrà adesso

Il forte calo rimediato dalle borse occidentali lo scorso venerdì a seguito della Brexit è da imputare alla cosiddetta teoria del salto nel vuoto. Il mercato, in altre parole, non ha paura di specifiche conseguenze ma paga l’inevitabile incertezza a cui si va incontro alla luce della decisione della Gran Bretagna di lasciare l’Europa. L’uscita di un paese membro dall’Unione Europea è un fatto certamente nuovo ma non è comunque un fatto dirompente per il semplice motivo che la Gran Bretagna non ha mai fatto parte dell’area Euro a differenza di tutti gli altri paesi europei. Fatta questa premessa sarà comunque inevitabile che nelle prossime sedute la crisi della borsa prosegua tra alti e bassi.

Ad andare ad impattare sull’andamento delle contrattazioni saranno le tante dichiarazioni di peso che, come già avvenuto il 25 giugno, ci saranno in abbondanza. La Gran Bretagna fuori dall’Europa non è un incubo ma può essere certamente un fattore di preoccupazione laddove non ci sia una gestione oculare della fase di transizione.

I vertici dell’Europa, con in testa i paesi fondatori, già venerdì hanno invitato la Gran Bretagna a dare immediata attuazione all’uscita dell’Europa anche se, come lo stesso dispositivo referendario attestava, ci sono almeno due anni entro i quali il meccanismo di abbandono dell’Unione Europea va completato.

Al di là dell’andamento delle borse, quello a cui prestare attenzione sarà soprattutto il fronte valutario. Una certa svalutazione della sterlina fa anche comodo alla Gran Bretagna, e questo il mercato lo sa, ma se il Dollaro (più che l’Euro) si dovesse rinforzare ancora allora potrebbero sorgere dei problemi. E’ per questo motivo che le banche centrali hanno già dichiarato di essere pronte ad intervenire. La Bank of England è già scesa in campo affermando di avere tutte le coperture necessarie per una gestione responsabile di questa fase di transizione. La BoE, ha affermato il suo governatore Mark Carney, ha tutte la cartucce per supportare famiglie e imprese per i prossimi anni. Per ora, chiaramente, non c’è stato alcun intervento ma solo l’attivazione di una cabina di monitoraggio diretto sulle evoluzioni della Brexit.

A guardare con molta attenzione a quello che avviene adesso a seguito dell’uscita della Gran Bretagna dall’Europa sono anche altri paesi dell’area Euro e, in modo particolare, le nazioni periferiche. Se dal punto di vista economico, la Brexit non dovrebbe avere grandi conseguenze nei rapporti commerciali forse con la sola eccezione della Spagna, più complesso è il discorso dal punto di vista finanziario. BlackRock ha pubblicato una nota in cui si parla di effetti sui titoli di stato dei paesi periferici tra cui l’Italia.

Bond e titoli di stato dopo Brexit

La tenuta di un paese vale quanto i suoi titoli di stato e la Brexit crea effetti certamente non positivi sotto questo punto di vista. Venerdì scorso non appena è stata confermata l’uscita della Gran Bretagna dall’Europa, è salito a 185 punti base contro i 130 della precedente chiusura. La differenza tra il rendimento del decennale italiano e di quello tedesco si è poi attestata a 159 punti base. L’incremento dello spread è dovuto anche al calo verticale del tasso del bund tedesco che a seguito dell’addio inglese all’Europa è sceso al minimo storico di -0,17% per poi risalire leggermente. Per i titoli di stato sarà quindi un periodo di grande effervescenza anche perché dall’andamento dei bond si potrà capire quali saranno le conseguenze ultime dell’uscita della Gran Bretagna dall’Europa. Un effetto contagio su altri paesi con crollo dell’Unione Europa e dell’Euro sembra inverosimile mentre l’avvio di una fase di lenta agonia per l’Europa tutta sembra essere molto più probabile.

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