CandleStick o Candele Giapponesi

Le candele giapponesi rappresentano uno strumento molto utilizzato dai trader che, mediante analisi tecnica, desiderano potersi garantire una buona mole di informazioni utili per poter orientare le proprie scelte di trading.

Il tutto, in un grafico sostanzialmente “semplice” da leggere (il virgolettato è d’obbligo, e la ragione la scoprirete nelle parti che seguiranno), e che potrà ben essere personalizzato dall’investitore a seconda dei propri orientamenti di impiego.

Cosa sono e come funzionano le candele giapponesi?

Per poter arrivare alle risposte delle domande di cui sopra, iniziamo a dare uno sguardo con questo grafico di analisi tecnica, realizzato con le candele giapponesi:

candele-giapponesi

Se quanto sopra vi sembra solamente una casuale accozzaglia di barre, niente paura. Con un po’ di accorgimenti riuscirete a interpretare correttamente questo e altri grafici, ottenendo subito immediata soddisfazione.

Anzitutto, ricordate che il grafico è strutturato ponendo sull’asse verticale i prezzi, e sull’asse orizzontale lo scorrere del tempo: in tal senso, la costruzione del grafico può essere effettuata in maniera estremamente personalizzata, e dunque l’investitore sarà libero di scegliere la “frazione temporale” utile per poter monitorare lo scorrere del tempo (per il momento, limitiamoci a immaginare che ogni “avanzamento” del grafico corrisponde a un giorno, e che dunque ogni candela è il risultato di quel che avvenuto in un giorno di negoziazione).

Detto ciò, introduciamo fin d’ora come ogni candela sia il risultato di quattro informazioni:

il prezzo di apertura

  1. il prezzo di chiusura
  2. il prezzo massimo del periodo
  3. il prezzo minimo del periodo

Probabilmente non è ancora tutto chiaro. Ma con il grafico che segue, con analisi specifica delle candele, molti dubbi saranno sgombrati dal vostro orizzonte di trading:

candele-giapponesi-bullish-bearish

La prima cosa che noterete osservando le candele di cui sopra, è che una è bianca, e una è nera. La prima (quella bianca, sulla sinistra) è una candela “bullish”, che evidenzia una sessione di negoziazione (parleremo per comodità di “giornata”, anche se in realtà la candela può essere effettuata con riferimento a qualsiasi arco temporale) positiva, in cui il prezzo di chiusura è stato maggiore di quello di apertura. La seconda candela, quella sulla destra, è una candela “bearish”, a indicare che il prezzo di apertura di giornata è stato maggiore di quello di chiusura.

NB: il colore delle candele è convenzionale. Per esempio, la candela bullish è spesso indicata con il verde, mentre quella bearish è indicata occasionalmente con il rosso.

Se avete compreso quanto sopra, avete probabilmente capito il 50% delle informazioni che una singola candela è in grado di “regalare”: il prezzo di apertura e quello di chiusura. Avrete tuttavia notato che ogni candela possiede generalmente delle “estensioni”, rappresentate da dei bastoncini che spuntano inferiormente o superiormente (in gergo tecnico, “shadows”, ombre). Ebbene, l’ombra inferiore punta verso il minimo di giornata, mentre l’ombra superiore evidenzia il massimo di giornata: ed ecco definite, in un’unica conformazione grafica, le quattro informazioni che la candela giapponese può ben vantare agli occhi dell’investitore.

E quindi? Che farne di queste informazioni?

Naturalmente, da “sola” una candela giapponese non può indurre il trader a compiere nessun tipo di azione. Se infatti può risultare utile sapere che in un dato periodo di tempo (generalmente, il giorno), il prezzo di un asset è cresciuto in misura più o meno ampia, e vi sono state oscillazioni di minimi e massimi di giornata molto evidenti, è altrettanto vero che per poter influenzare le politiche operative di un investitore non è sufficiente. Il perché è ben spiegato da questo nuovo grafico:

candele-giapponesi-bullish-bearish-grafico

Nel grafico di cui sopra avrete probabilmente notato la comparsa di particolari conformazioni dai nomi piuttosto evocativi. Si tratta di combinazioni raffigurative più o meno ricorrenti, che i trader potrebbero utilizzare per poter orientare i propri investimenti. Ne parleremo diffusamente nel corso delle prossime “puntate” di questa nostra guida sulle candele giapponesi, subito dopo aver esaminato in dettaglio le singole figure.

Le Candele Giapponesi o CandleStick

Prima o poi, chiunque passi per caso anche solo un momento dalla finestra del Forex, si trova davanti alle cosiddette “candele giapponesi” o “candlestick”. Per rendere subito l’idea sull’argomento, in questo articolo parleremo di queste:

Quasi certamente le avrete viste almeno una volta prima di arrivare su questa pagina, così come siamo sicuri del fatto che molti principianti o totali novizi non sanno bene a cosa servono, come si leggono, cosa rappresentino. Questo articolo ha proprio questo obiettivo: dare una panoramica generale sulle candele giapponesi e sulle loro funzionalità.

L’analisi a Candele Giapponesi

Il Forex non può prescindere dall’uso delle candele giapponesi. Chi vuole affrontare questo argomento in modo approfondito non può tralasciare una base così importante. Importante perché tramite le candele giapponesi si possono studiare al meglio i trend di mercato, quindi le evoluzioni del prezzo in un determinato periodo. I più esperti, riescono ad ottenere delle piccole analisi in tempi rapidissimi, con un colpo d’occhio, utili soprattutto quando occorre effettuare operazioni in tempi molto veloci.

Da un punto di vista tecnico e grafico, ogni candela giapponese è formata da:

  • Una figura rettangolare le cui basi rappresentano il prezzo di apertura e chiusura
  • Linee verticali chiamate “ombre” o “shadow” che possiamo trovare nella parte alta o bassa della candela stessa

Questo grafico vi illustra meglio la composizione della singola candela.

candele-giapponesi-struttura

Rialzi e Ribassi

Quando analizziamo un grafico con le candele giapponesi, come quelle illustrate qui sopra, dobbiamo leggerlo in questo modo:

  • Quando il prezzo di apertura è inferiore al prezzo di chiusura, il mercato è in trend ascendente, vi è un rialzo, quindi la candela sarà di tipo rialzista, colorata di verde.
  • Viceversa, quando il prezzo di apertura è superiore al prezzo di chiusura, siamo in presenza di un mercato ribassista, vi è un ribasso, che viene evidenziato con una candela colorata di rosso.

Le linee nelle parti superiore e inferiore delle candele rappresentano i livelli di massimo e minimo toccati nella giornata, perciò potrete immaginare le candele come una sorta di “arpa” con dei fili verticali con le candele nei vari livelli. Le linee come delle corde, che arriveranno a toccare il legno dello strumento. Ricordatevi questo particolare fantasioso per ricordarvi che le linee rappresentano i massimi e i minimi ottenuti in un dato periodo di tempo, ad esempio la giornata.

L’altezza delle Candele

Ma come mai queste candele non sono tutte uguali? A questa domanda, in realtà, potete già rispondere se avete letto attentamente. Vi rimandiamo al grafico: le candele variano di dimensione in base ai prezzi di apertura e chiusura. Dalla loro lunghezza, possiamo capire diverse cose:

  • Quando la candela è particolarmente lunga, vuol dire che vi è una forte tendenza (al rialzo o al ribasso)
  • Quando la candela è corta, il mercato è statico e poco volatile
  • Quando vi sono ombre lunghe, vuol dire che vi è un clima di indecisione nel mercato e le trattative tra acquirenti e venditori è abbastanza incerta
  • Quando la candela è estremamente corta, vuol dire che il mercato è in una fase di stallo. In questo caso vi può essere una inversione di tendenza! Attenzione perché molti buoni affari nel brevissimo termine partono da qui. Le candele in queste condizioni vengono chiamate “Doji”

Ora, torniamo a quanto detto in precedenza riguardo al colpo d’occhio. Considerando queste ultime istruzioni (preziosissime istruzioni), è sicuramente più facile analizzare il mercato in poco tempo e piazzare un ordine (di acquisto o vendita) al volo, di acquisto o vendita. Altre volte, sarà più utile non fare niente, come ad esempio nella situazione di indecisione. Invece, quando vi è la probabilità di un’inversione di tendenza, dobbiamo essere bravi a cogliere al volo l’occasione e approfittarne.

In questo compito, vedremo insieme come analizzare le candele utilizzando i cosiddetti pattern di prezzo, ovvero configurazioni specifiche dei prezzi delle candele giapponesi, che riescono ad offrire delle utilissime previsioni sull’andamento di un qualsiasi cross valutario.

Modelli di candele Giapponesi

Nel paragrafo precedente, abbiamo menzionato i “pattern di prezzo”. Ma cosa sono? I pattern di prezzo o modelli di candele giapponesi costituiscono uno strumento dalle elevate potenzialità di analisi, in particolare nello studio dei pronostici di inversione del trend. Abbiamo visto che in alcuni casi le candlestick ci danno dei segnali grafici che annunciano una potenziale inversione del trend e proprio tra i pattern più noti vi è il cosiddetto “inverted hammer” ovvero martello rovesciato. In questa lezione approfondiremo questo ed altri pattern di prezzo più conosciuti e frequenti, tutti dalle alte potenzialità tecniche e soprattutto operative.

Inverted Hammer

Il pattern di prezzo del “martello rovesciato” è di sicuro il più conosciuto ed apprezzato. Questo si crea nella parte finale di un movimento ribassista ed ha questa forma:

inverted-hammer

Come potete vedere, è formato da un rettangolo PICCOLO e da una un’ombra nella parte superiore. L’ombra può trovarsi anche nella parte inferiore, ma in questo caso si parla di hammer, ovvero “martello” che rappresenta appunto l’esatto contrario di quello rovesciato.

hammer nel trading

Sia il martello che il martello rovesciato si trovano alla fine di un movimento ribassista. L’hammer anticipa una inversione del trend al rialzo.

Engulfing Bullish

Questa particolare figura si ha quando una candela ribassista è seguita da una candela rialzista LUNGA, i cui punti di massimo e minimo siano rispettivamente più in alto e più in basso di quelli della candela ribassista. Queste candele sono in un’ottica di rialzo. Ecco un esempio di Engulfing Bullish:

engulfing-bullish-trading

Morning Star

Quando si parla di analisi del trading non si può non parlare della configurazione Morning Star, che rappresenta di fatto uno degli schemi rialzisti più popolari e più di successo.

La Morning Star è formata da 3 candele:

1) la prima è di tipo ribassista
2) seconda è una doji, ovvero schiacciatissima, nulla o quasi
3) la terza è decisamente rialzista

candele-giapponesi-morning-star-trading

In questa dinamica, la seconda ovvero la doji apre un cosiddetto “gap down”, che solitamente rappresenta una sorta di indecisione del mercato.

Shooting Star

La candela di tipo Shooting Star viene spesso confusa con l’Inversed Hammer ma ha la differenza di trovarsi alla fine di un movimento rialzista. Per il resto, anche questa è una candela con un piccolo corpo ma una lunga coda nella parte superiore.

candele-giapponesi-shooting-star-trading

Hanging Man

Così come per la precedente, la candela di tipo Hanging Man è invece simile alla Hammer, ma con la differenza che si verifica in una fase rialzista.

candele-giapponesi-hanging-man

Attenzione: questa candela si trova in particolare in fasi rialziste in cui vi è una mole di acquisti particolarmente elevata, ed è un segnale che vede il mercato desideroso di procedere al ribasso!

Engulfing Bearish

L’Engulfing Bearish è l’esatto contrario dell’Engulfing Bullish. Graficamente opposto, e valido per un’inversione al ribasso.

candele-giapponesi-engulfing-bearish

Evening Star

Dopo la stella del mattino, ecco la stella della sera per chiudere tutti i contrari. La Evening Star è una situazione che si trova alla fine di un trend al rialzo ed è composta in modo speculare a quella della Morning Star.

candele-giapponesi-evening-star-trading

Come potete vedere, è formato da un rettangolo PICCOLO e da una un’ombra nella parte superiore. L’ombra può trovarsi anche nella parte inferiore, ma in questo caso si parla di hammer, ovvero “martello” che rappresenta appunto l’esatto contrario di quello rovesciato.

Nella prima parte della nostra guida alle candele giapponesi e all’analisi tecnica mediante tali fenomeni grafici, abbiamo ricordato come siano ben numerose le formazioni in grado di suggerire eventuali “segnali” comportamentali al trader.

Analisi tecnica con le candele giapponesi

Analizzato come si leggono i grafici e come si compongono le candele giapponesi, passiamo ora ad analizzare le diverse tipologie di candele giapponesi che possono essere utilizzate in analisi tecnica. Tra le principali abbiamo:

  • Doji
  • Hammer o martello
  • Shooting star
  • Evening star
  • Morning star
  • Harami
  • Three white soldiers

Procediamo con ordine e vediamo come e perché sii utilizzano queste tipologie differenti di candele giapponesi.

Che cosa sono le doji

Tra le candele giapponesi presenti, non possiamo non accennare, alle doji. Procedendo con ordine, cercheremo prima di comprendere:

  • cosa siano le doji;
  • quali siano le loro caratteristiche di formazione e di interpretazione;
  • come utilizzarle nel migliore dei modi per poter ottenere il meglio dalle proprie attività di trading online con le candele giapponesi.

Le doji sono delle candele giapponesi che hanno un gap tra prezzo di apertura e prezzo di chiusura estremamente ristretto. A livello teorico il gap dovrebbe essere nullo, ma considerato che nella realtà operativa è molto difficile riscontrare una perfetta parità da il prezzo open e il close, ci “accontentiamo” che il divario tra i due valori siano comunque piuttosto ridotto.

candele-giapponesi-doji

Sempre a livello teorico, le doji possono essere di quattro tipologie.

Doji line

La prima candela doji che vogliamo sottoporvi è una tradizionale doji line. In questo caso notiamo non solamente una pressochè assenza di distanza tra il prezzo di chiusura e il prezzo di apertura (se quanto abbiamo detto nella nostra parte introduttiva vi è chiaro, significa che la candela non ha corpo, body), quanto anche un range abbastanza ristretto, contraddistinto da shadows non molto distanti dai prezzi di apertura e di chiusura.

Long legged doji

La seconda candela doji è invece una doji che ha le shadows molto più estese. Dunque, è una candela che identifica una sessione di negoziazione nella quale i valori sono oscillati in un range più ampio della doji classica. Vedremo, tra breve, cosa può comportare per gli investitori.

candele-giapponesi-long-Doji

Gravestone doji

La Gravestone doji (“pietra tombale”) è una doji in cui il prezzo di apertura non solo coincide con il prezzo di chiusura, quanto anche con il minimo di giornata. Naturalmente, possono esservi delle eccezioni (è ben difficile che in realtà i tre valori siano perfettamente coincidenti!), ma è bene che le differenze di prezzo non siano elevate.

Dragonfly doji

L’ultima doji è la Dragonfly doji. Si tratta di una candela simile – concettualmente – alla Gravestone doji, ma per la quale ad essere particolarmente estesa non è l’ombra superiore, bensì l’ombra inferiore. Ne deriva una seduta di negoziazione in cui prezzo massimo, di apertura e di giornata sono stati praticamente coincidenti.

Che informazioni posso trarre dalle doji?

Le doji costituiscono degli importanti segnali di inversione. Ovvero, ci permettono di capire (o intuire) se un trend sia o meno in fase di esaurimento, e se ci si stia per preparare all’inizio di un trend inverso. Naturalmente, prese singolarmente le doji non potranno garantire la stessa efficacia che invece potrebbero assicurare in una visione più d’insieme: in altre parole, è bene cercare di valutare la doji non unitamente, bensì all’interno di altri pattern (come ad esempio nel morning doji star).

Dunque, quando si verifica una doji, bisogna riporre grandissima cautela nell’osservare la sua posizione. Se la doji si verifica all’inizio di un trend, sono più basse le possibilità che possa essere un segnale concreto di inversione, rispetto all’ipotesi di “incontrare” la doji nella parte di pieno sviluppo della tendenza.

È per questo motivo che molti investitori cercano di unire l’efficacia informativa delle doji con altri elementi che potrebbero aiutare una migliore valutazione: unita alle bande di bollinger, per esempio, si può facilmente considerare la doji come un falso segnale di inversione se si verifica a metà del range indicato dalle bande, divenendo dunque interpretabile come una pausa di riflessione del mercato.

Pertanto, guai a fare troppo affidamento su una singola doji. Meglio invece valutarla nel grafico nel suo complesso (osservando anche le serie storiche e l’eventuale ripetitività della doji nel corso dei mesi o degli anni), scoprire se con altri indicatori le indicazioni della doji sono o meno rafforzate e, infine, applicare quanti più elementi di conferma per poter avere un segnale di rafforzamento del pattern.

doji2

Per avere una ulteriore analisi di quanto sopra, si dia un’occhiata a questo grafico preso da IG. Troviamo ben 4 diverse doji che, tuttavia, non sempre hanno avuto modo di segnalare con efficacia un’inversione di trend. Nella prima doji (1) il segnale è infatti smentito dalla candela successiva, che non ha confermato l’inversione del trend ribassista in rialzista. Lo stesso può dirsi per la seconda doji (2), mentre nel caso della terza (3) la candela successiva conferma l’inversione del trend in atto. Un nuovo falso segnale è invece garantito dalla quarta candela (4).

Pertanto, le doji possono essere efficaci segnali di inversione, ma non bisogna fare troppo affidamento su di esse. Attendete sempre una conferma con la candela successiva, e fatevi aiutare da altri indicatori di supporto e resistenza.

Hammer o martello

Dopo aver visto cosa siano le doji, e quali possano essere le indicazioni traibili da esse, compiamo un ulteriore passo in avanti andando a presentare il “martello”, l‘hammer. Di cosa si tratta? E quali sono le specifiche valutazioni che dovremmo affrontare con esso?

Iniziamo con il ricordare come l’hammer sia un pattern di inversione dell’analisi tecnica mediante candele giapponesi. La sua particolarità (non unica) è dovuto al fatto che è composto da una sola candela, e che per poter attribuire il segnale di inversione non necessità di essere confermato da candele successive, pur nei limiti e nelle eccezioni che è bene considerare quando ci si avvicina per la prima volta a una simile figura.

Ancor prima di procedere oltre, date un’attenta occhiata a tale candela:

candele.giapponesi-HAmmer-o-martello

Come potete notare, si tratta di un pattern che non farete certamente fatica a identificare all’interno di un grafico di analisi tecnica! Si tratta infatti di una candela che è contraddistinta da un corpo estremamente piccolo, e da una shadow inferiore molto estesa (convenzionalmente, si può parlare di hammer se l’ombra della candela è almeno il doppio del corpo, ma è comunque consigliabile che sia ancora più estesa).

Ma quali sono le considerazioni che è possibile trarre dall’hammer?

L’hammer indica una seduta di negoziazione che avviene di norma alla fine dei un trend bearish (o, almeno, così si spera per poter confortare la validità del segnale!). Durante tale seduta le forze della domanda e dell’offerta si sono scontrate in misura molto incisiva, considerato che i rialzisti hanno finalmente rotto gli indugi e si sono messi a negoziare in modo vivace. Ne deriva che l’apertura e la chiusura della sessione avranno valori nettamente superiori ai minimi di giornata.

Si tenga conto ancora come, almeno in questa sezione, il colore del body della candela non rileva. Dunque, può esserci una candela bianca (seduta positiva) o nera (seduta negativa) senza pregiudicare comunque la validità del segnale indotto dall’hammer. Se tuttavia il corpo è bianco (cioè, il prezzo di chiusura è maggiore di quello di apertura), la sua rilevanza in termini rialzisti è un pò più elevata.

Si è inoltre detto, in precedenza, come la candela non necessiti affatto di una conferma. Dunque, una volta che all’interno del nostro grafico di analisi tecnica incontriamo un hammer, è intuibile che possa esservi una effettiva inversione del downtrend: il condizionale è naturalmente d’obbligo, visto e valutato che bisognerà comunque attendere la sessione successiva per confortare il nostro ottimismo (se la sessione successiva si presenta con una candela fortemente rialzista, è logico pensare al fatto che il trend si sia correttamente invertito).

Ulteriormente, ci venga concesso un pizzico di attenzione più in relazione alla corretta valutazione della candela. Il fatto che si tratta di un pattern che non necessita di conferme non significa che non possiate integrare le valutazioni che potete trarre dalle candele giapponesi con le valutazioni che potete trarre da altri indicatori come, ad esempio, i supporti e le resistenze. In tal senso, la formazione dell’hammer in prossimità delle zone di supporto non potrà che acquisire una maggiore valenza rispetto a quanto è invece avvenuto in zone lontane da tali livelli.

Ancora, ricordate che di norma un incremento molto spiccato del volume durante la formazione dell’hammer, e una shadow estremamente più lunga del “minimo” consigliato (il doppio del body) rappresentano altri due fondamentali segnali di inversione dei quali è bene tenere le giuste considerazioni.

Shooting star o stella cadente

Come risulterà ben intuibile osservando i nomi che vengono attribuiti alle varie candele giapponesi, l’evocatività delle denominazioni dei pattern raggiunge picchi di vera e propria creatività. È il caso della c.d. “shooting star“, o “stella cadente“, pattern tipico di inversione, chiamato anche come “hammer invertito“, e in grado di fornire degli elementi di valutazione opposti a quelli che abbiamo recentemente visto nei confronti dell’hammer o dell’hanging man. Ma andiamo con ordine.

La shooting star è facilmente individuabile dalla sua tradizionale forma grafica che, appunto, ricorda la stella cadente: una lunghissima ombra (scia), e un corpo che picchia verso il basso. Proprio per questo motivo, la sua forma rappresenta anche quella di un “martello invertito”. Ma quali sono i significati che è possibile desumere?

Per cercare di comprendere quali siano le valutazioni alla base della comparsa della shooting star è bene ricordare come, se l’hammer è una figura tipicamente di inversione rialzista, la shooting star è una figura di inversione prettamente ribassista. E, così come l’hammer, a poco rileva che il body sia nero o bianco, ovvero che la seduta di negoziazione sia stata positiva (con prezzo di chiusura maggiore del prezzo di apertura) o negativa (con prezzo di apertura maggiore del prezzo di chiusura).

È invece importante che vi sia solamente una shadow superiore, e che l’ombra sia di estensione almeno pari al doppio del body. La shooting star non dovrebbe avere una shadow inferiore, anche se nella pratica è possibile giungere a piene valutazioni anche nel caso in cui l’ombra sia molto limitata.

Una simile candela non può che rappresentare una sessione di inversione. Dunque, tale candela è spesso incontrabile durante un solido sentiero di natura rialzista: durante una sessione, i venditori si mostreranno in maniera piuttosto imponente, dimostrando le proprie capacità di invertire la tendenza, e ribaltando nettamente una seduta che invece sembrava avviata per potersi chiudere sui massimi.

A dimostrazione di ciò, si osservi la lunga ombra superiore, che significa come la pressione dei tori a spingere ulteriormente verso l’alto il prezzo di mercato, con una forza che tuttavia non è stata sufficiente per cercare di sollevare i toni anche sul finale. I rialzisti non hanno in altri termini avuto l’opportunità di sostenere il rialzo, ed hanno dovuto quindi cedere il passo ai ribassisti, che hanno spinto le quotazioni verso il basso.

Date un’occhiata a questo grafico che ci mostra due belle shooting star.

candele-giapponesi-shooting-star-stella-cometa

La prima delle shooting star che incontriamo è una candela che mostra una immediata voglia di reagire da parte degli orsi, che sono desiderosi di riprendere il controllo del mercato dopo un tentativo di riappropriarsi del potere da parte dei tori. Nel secondo caso la correzione è molto più evidente, visto e considerato che la shooting star viene posta al termine di una lunga fase di rialzo.

Come intuibile, anche la shooting star necessita comunque di essere utilizzata in concomitanza con altri indicatori che potranno rafforzare la sua validità. Rimangono dunque coerenti i consigli già formulati in occasione dell’hammer, in relazione a supporti, resistenze.

Evening Star

Un pattern ribassista, formato da tre candele, che si sviluppa al termine di un trend rialzista mediante una conformazione di candele che – almeno, sotto il profilo teorico – dovrebbe lasciare ben poco spazio all’immaginazione.

Diamo un’occhiata al grafico dell’Evening Star:

candele-giapponesi-evening-star

La figura presenta una prima candela bianca con ampio body, a significare una seduta particolarmente positiva, con una forte escursione di valori, e con un prezzo di chiusura che sarà dunque notevolmente maggiore rispetto a quello di apertura. Tale prima candela sarà poi seguita da una star: una candela centrale che presenta un gap rispetto al corpo della candela precedente (e non necessariamente rispetto alla shadow, contrariamente a quanto si possa superficialmente ritenere), e che manifesterà una sostanziale indecisione del mercato circa la strada da intraprendere. Infine, una terza candela che registra un andamento inverso, con chiusura su un livello molto più basso, a completamento del pattern.

Cosa vuol significare l’Evening star?

Il pattern esprime inizialmente (con la prima candela) la conferma dell’uptrend, manifestando dunque una chiara intenzione dei compratori a spingere verso l’alto le quotazioni dell’asset. Quanto poi nasce la seconda candela, il trend sembra essere inizialmente ribadito dal gap up. tuttavia, in questa seconda sessione la pressione rialzista si attenua, e la formazione della candela con il body ridotto sembra essere figlia dell’indecisione che prevale sul mercato: una indecisione che potrebbe naturalmente simboleggiare la possibile inversione del trend in atto.

A proposito di tale seconda candela, si tenga in considerazione che non è affatto necessario che il body sia bianco (e dunque la seduta sia positiva), poiché potrebbe ben essere anche nero (ovvero, con seduta negativa). Si noti altresì che se la star è una doji, con prezzo di apertura e di chiusura praticamente coincidenti, le probabilità di assistere a una pronta inversione aumentano in misura considerevole. È la terza candela, poi, a confermare l’avvenuta inversione del gap.

Sempre a titolo di evidenza, si noti come l’evening star, per una sua corretta formazione, dovrebbe presentare due gap: il primo si forma tra il body della prima candela e quello della seconda candela, mentre il secondo si forma tra il body della seconda candela e il body della terza candela. Come spesso avviene con le candele giapponesi, le eccezioni non mancano di certo, e dunque si può fare affidamento sulla forza di tale pattern di inversione anche se le regole non sono rigidamente rispettate.

Ricordiamo infine che, come spesso abbiamo avuto modo di segnalare e di evidenziare, quando si investe con l’analisi tecnica mediante candele giapponesi è opportuno abbinare ulteriori indicatori, in grado di rafforzare la valenza e la potenza dei segnali (si pensi ad un oscillatore).

Morning Star

Dopo aver compreso quali siano le caratteristiche specifiche dell’Evening Star, è giunto il momento di occuparci delle Morning Star, candele giapponesi facilmente riconducibili ai pattern di inversione, e che proprio rispetto all’Evening Star sembrano essere in grado di fornire delle valutazioni diametralmente opposte: mentre infatti l’Evening Star è un pattern di inversione riscontrabile al termine di un trend rialzista (ed è pertanto pattern di inversione ribassista), la Morning Star è riscontrabile al termine di un trend ribassista, conferendo pertanto il potenziale segnale di inversione rialzista, con il toro che prenderà nuovamente sopravvento rispetto alla forza bearish.

Com’è formata la Morning Star

La Morning Star appartiene ai pattern complessi, formato da tre distinte candele che, unitamente, riescono a conferire importanti segnali al trader. Come abbiamo già avuto modo di ricordare, la sua collocazione grafica è al termine di un trend decrescente, con forza rialzista che è molto significativa, esprimendo il desiderio dei “tori” di tornare a dominare il mercato, e influenzare le quotazioni in un’ottica crescente.

candele.giapponesi-morning-star

Con tali premesse, possiamo dunque osservare da tale grafico come la Morning Star sia costituita da:

  • una prima candela lunga “nera” (o rossa, a seconda dei grafici), a rappresentare una seduta con ampia escursione negativa tra prezzo di apertura e prezzo di chiusura;
  • una seconda candela star, il cui colore non è influente – pertanto, può trattarsi di una sessione lievemente positiva o lievemente negativa, con un body estremamente limitato nell’ampiezza, o tendenzialmente assente, purchè non rientrante nel body della prima candela;
  • una terza candela lunga e bianca (o verde, a seconda dei grafici), in gap up rispetto alla chiusura della star, con il real body al di fuori di quello della star, e con presenza tendenzialmente almeno oltre la metà del real body della prima candela ribassista.

Quali significati trarre dalla Morning Star

Con una simile premessa, non possiamo non ricordare come la Morning Star possa conferire all’investitore un chiaro segnale di esaurimento della forza ribassista e, di conseguenza, di inizio di un probabile movimento al rialzo.

Si tenga in merito conto che il valore di tale pattern può essere rafforzato dalla fruizione contemporanea di altri indicatori che supportano lo stesso convincimento e che, in tal proposito, può essere rafforzato anche dalla riconduzione della star in una doji (dunque, con un body praticamente assente, e coincidenza di prezzo di apertura e prezzo di chiusura): in quest’ultimo caso la Morning Star prenderà il nome di Morning Doji Star.

Harami

Nella nostra guida all’analisi tecnica con le candele giapponesi è giunto il momento di affrontare le Harami, una tradizionale e comune candlestick che ci permette di ottenere importanti elementi informativi in merito al conseguimento di una tendenza al rialzo / ribasso. Ma come vengono formate le Harami? Come funzionano queste candele giapponesi? E quali sono le indicazioni che è possibile ottenere dalla loro comparsa nel nostro grafico di analisi tecnica con le candele?

Harami “rialzista” o Harami bullish

Iniziamo questo piccolo viaggio nelle Harami con quelle rialzista, bullish. Si tratta, con buona evidenza, di una candela che indica una tendenza rialzista, con un pattern che è costituito da una prima candela nera, e una seconda candela bianca. Dunque, la prima delle due candele andrà a identificare una seduta negativa, in cui il prezzo di chiusura è significativamente più basso di quello di apertura. La seconda delle due candele è invece una candela rialzista, a simboleggiare la chiusura di una giornata positiva. Ma non è tutto.

Affinché la Harami possa essere connotata e qualificata in maniera proficua, è infatti necessario che il body della seconda candela sia incluso interamente nel body della prima candela. Dunque, il prezzo di apertura della seconda candela deve essere superiore al prezzo di chiusura della prima, e il prezzo di chiusura della seconda deve essere inferiore al prezzo di apertura della prima.

Sinteticamente, si dia un’occhiata al seguente grafico:

candele-giapponesi-harami

La Harami è nella fattispecie posta al termine di un trend ribassista: la sua formazione è piuttosto netta, ma affinché si possano godere di significati rilevanti per il nostro business, è comunque indispensabile che la candela sia confermata da una candela successiva, e che la sua analisi possa essere ben effettuata unitamente ad altri indicatori / oscillatori che possano confutare o meno le nostre impressioni.

Harami “ribassista” o Harami bearish

Il discorso non cambia se invece della Harami rialzista, o bullish, abbiamo la possibilità di incontrare quella ribassista, o bearish. In questo caso, il pattern sarà costituito da una prima candela bianca, che indica la chiusura di una giornata in positivo, e una seconda candela nera che invece simboleggia una seduta in negativo.

Similmente a quanto abbiamo ricordato per le rialziste, anche in questo caso la seconda candela deve avere un corpo totalmente incluso nel corpo della prima candela. Ancora, il suo prezzo di apertura dovrà essere inferiore al prezzo di chiusura della prima candela, mentre il suo prezzo di chiusura dovrà essere superiore la prezzo di apertura della prima candle.

Il significato di tale pattern sarà ribassista, ed è dunque probabile che una simile formazione possa essere incontrata all’apice di un trend rialzista. Così come abbiamo avuto modo di ricordare in occasione della Harami rialzista, è tuttavia necessario attendere una conferma del segnale e in aggiunta, farsi supportare da altri indicatori / oscillatori in grado di rafforzare le proprie impressioni.

Three White Soldiers

Quali sono le caratteristiche del “Three White Soldiers” (TWS)? Come utilizzarlo per i nostri fini di trading online?

Come sempre, cominciamo con il comprendere in che modo si forma questa figura. La figura è caratterizzata dalla successione di tre candele bianche che conducono le quotazioni dell’asset in costante rialzo. Pur non trattandosi di una figura rarissima, può comunque garantirci una buona dose di informazioni quando è posta al termine di un trend decrescente, indicando – di fatti – la ripresa delle quotazioni dell’asset su cui abbiamo deciso di investire.

candele-giapponesi-Three-White-Soldiers-TWS

Più dettagliatamente, i requisiti di formazione del TWS sono tre. Il primo è, come già anticipato, che le candele siano bianche, e siano dunque in grado di contraddistinguere una seduta positiva, in cui il prezzo di chiusura è nettamente superiore al prezzo di apertura. Il secondo elemento di riferimento è che le ombre sono di norma poco estese, a contraddistinguere che il prezzo di chiusura è molto vicino a quello massimo di giornata e – di contro – che il prezzo di apertura è molto prossimo ai minimi di giornata. Il terzo elemento di base è che il body delle candele è generalmente piuttosto ampio, a caratterizzare una seduta piuttosto positiva, con evidente wide range tra il prezzo open e quello close.

Stabilito quanto in precedenza, rimane da comprendere quale sia il novero di informazioni potenzialmente ottenibili mediante il pattern TWS. Di norma si suole definire il TWS come uno schema di conferma, cioè come a ribadire un trend in atto, e non ad anticiparlo. Ad ogni modo, anche se la sua utilità non è anticipatoria, come invece avviene per altri pattern che “predicono” quel che potrebbe accadere, è sempre molto utile cercare di comprendere attraverso il TWS che cosa sta accadendo.

Oltre che con il TWS “classico”, ovvero con quello che abbiamo definito in precedenza, è bene prendere la dovuta confidenza anche con le potenziali varianti con le quali potremmo avere a che fare. Ad esempio, può capitare spesso che le candele successive alla prima non siano esattamente delle long white, ovvero contraddistinte da sedute particolarmente positive e minimi e massimi non troppo distanziati rispetto ai prezzi open e close. Date un’occhiata a questo grafico:

candele-giapponesi-Three-White-Soldiers-TWS-advance-block

Dopo una prima seduta di forte rialzo, vi sono state due sedute meno certe, con buona o
scillazione tra il prezzo massimo e il prezzo minimo di giornata, pur con chiusure vicine alla stabilità. Anche se si cerca frettolosamente di ricondurre tale schema a un pattern di conferma, l’inversione di tendenza potrebbe non essere così certa. Meglio dunque temporeggiare.

candele-giapponesi-Three-White-Soldiers-TWS-Stalled-Pattern

Altra variante è la c.d. “stalled pattern”. In questo caso dopo la prima candela lunga e bianca, troviamo una seconda candela senza ombre (la giornata si apre ai minimi e si chiude ai massimi) e una terza candela tipicamente star, con piccolo body bianco e upper shadow piuttosto evidente (dunque il prezzo di chiusura non è vicino ai massimi). Anche in questo caso, nonostante la tentazione a considerarla pattern di conferma, sarebbe bene cercare alleggerire le posizioni e comprendere se si tratti o meno di una falsa inversione.

Three Black Crows

Il pattern Three Black Crows, rappresenta l’inverso del pattern Three White Soldiers. Ma come si formano i tre corvi neri? Quali sono i significati che è possibile trarre da essi?

Three Black Crows, in breve

Three Black Crows è un pattern di analisi tecnica con le candele giapponesi formato da tre candele nere che sono poste al termine di un trend rialzista, e che possono indicare al trader l’inversione della tendenza in ribassista. Il loro nome deriva dal fatto che le candele nere “sembrano” tre corvi appollaiati su un albero: un segnale di “sventura” che, in realtà, può costituire una ghiotta opportunità di guadagno per gli investitori!

tbc

Le caratteristiche delle candele

Così come avviene per il pattern del Three White Soldiers, anche le candele nere oggetto del Three Black Crows devono possedere alcune specifiche caratteristiche di riferimento. In particolare, le candele nere devono essere consecutive, con un discreto range di apertura / chiusura, con chiusura vicino ai minimi, e con prezzo di apertura della sessione che deve aprire all’interno del range della candela precedente.

Pro e contro del segnale

Il pattern del Three Black Crows può indicare un buon segnale di inversione di tendenza, di norma piuttosto forte e consolidato. Tuttavia, il fatto che il trend sia composto da tre candele, e che pertanto occorra attendere tre sessioni per cercare di comprenderne la sua effettiva formazione, potrebbe far “bruciare” tempo utile per l’investimento da parte del trader.

Il nostro consiglio è naturalmente quello di investire con il Three Black Crows utilizzando il pattern in sinergia con altri indicatori. Buon investimento!

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Europar2010.org

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